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Pisa

assemblea dei soci 

Bene il settore farmaceutico, giù automotive e moda Industria alla prova rilancio

Bene il settore farmaceutico, giù automotive e moda Industria alla prova rilancio

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«La chiusura dell’attività ha portato ad uno stop della produzione di circa il 50 % nei mesi di marzo e aprile». Tutte le difficoltà dell’imprenditoria locale, e non solo locale, in queste parole pronunciate ieri durante l’assemblea dei soci dell’Unione Industriale Pisana dalla presidente Patrizia Alma Pacini. Un incontro per adempimenti statutari ed approvazione del bilancio che si è svolto esclusivamente in forma privata nel rispetto del distanziamento e dei protocolli anti-contagio. «L’Unione Industriale in questa emergenza è stata al fianco dei propri associati negli adempimenti previsti dalle normative e nella gestione delle procedure di cassa integrazione con un continuo e proficuo confronto costruttivo con enti ed istituzioni sia nazionali che locali», ha detto Pacini. Con la pandemia sono cambiati completamente gli scenari economici. Il secondo semestre del 2019 si era concluso con ottime prospettive per il territorio e un record di export per la provincia di Pisa. Il 2020 invece si era aperto con un importante incremento dell’export per la farmaceutica ed un segno positivo per gli alimentari, ma una forte contrazione per tutta le manifattura.

«La chiusura dell’attività - ha detto ancora Pacini - ha portato ad uno stop della produzione di circa il 50 % nei mesi di marzo e aprile che ha provocato in un secondo momento un blocco dei consumi delle famiglie. L’azzeramento dei consumi è avvenuto su scala mondiale riflettendosi sull’export. Le aziende più colpite della nostra provincia sono proprio quelle legate direttamente al consumo come automotive e moda, dato che si evince anche dalle ore di cassa integrazione richieste. La crisi economica dovuta alla pandemia è comunque atipica, dettata non dai mercati o dalla finanza, ma da uno stallo delle vendite e della produzione mondiale lungo quasi tre mesi; questo implica che la ripresa della produzione potrebbe avere tempi brevi, visto che i fondamentali dell’economia reale sono sani. Il problema è che quando ripartiremo lo faremo da posizioni molto arretrate».

«Abbiamo più volte sottolineato - aggiunge Pacini - che solo attraverso un’iniezione di credito si può superare il punto di minimo facendo ripartire il volano dei consumi, ma la risposta della politica deve arrivare il prima possibile con effetti concreti sul sostegno alle imprese, attraverso la leva della liquidità, del fisco, del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, verso le imprese private, che sono scandalosamente tanti e scaduti da tempo. È importante ricordare che solo imprese in attività possono pagare tasse e contributi, le risorse per la cassa integrazione e gli stipendi. Come Unione ricordiamo ancora il forte impegno su tutti i tavoli per lo sviluppo e l’investimento in infrastrutture. Abbiamo appreso con piacere l’inserimento di un Freccia Mille da parte di Trenitalia sulla costa tirrenica, sperando che dopo la prova possa concretizzarsi in una vera rotta Milano-Roma con poche fermate e tempi più comodi».

Quello che emerge quindi «è che le aziende hanno subìto un notevole colpo - conclude Pacini - ma la vivacità e la diversificazione delle attività del territorio possono far superare questo periodo. Non dimentichiamo infatti che la manifattura del futuro è quella più legata alla ricerca e all’innovazione. In tale ambito la nostra provincia è un importante polo nazionale, e non solo, vista la presenza di Università, Scuole superiori, Cnr e centri di ricerca con i quali collaboriamo da tempo sempre nell’ottica di uno sviluppo sostenibile per il nostro territorio». —

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