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Pisa

andrea porcaro d’ambrosio 

«Prevenzione Covid e nuovi servizi Farmacie presidio sanitario diffuso»

«Prevenzione Covid e nuovi servizi Farmacie presidio sanitario diffuso»

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PISA

«Sono stati mesi duri in cui Farmacie Comunali Pisa Spa è sempre stata aperta, garantendo un servizio di distribuzione e consiglio del farmaco continuativo e capillare. Abbiamo risposto con puntualità grazie al nostro personale e ai nostri laboratori, anticipando anche i bisogni nascenti della cittadinanza e delle istituzioni, con la produzione e vendita a prezzi politici calmierati di gel igienizzante mani, per il quale c’era stata un’improvvisa domanda». Inizia così il suo intervento Andrea Porcaro D’Ambrosio, amministratore di Farmacie Comunali, che prosegue: «Attraverso Assofarm (associazione nazionale delle farmacie pubbliche) abbiamo collaborato con il Segretario della Commissione Affari Sociali della Camera, Marcello Gemmato, per garantire l’accesso al farmaco ospedaliero presso le farmacie di comunità, in Dpc, anziché presso le strutture sanitarie, soluzione questa utile non solo oggi durante l’emergenza sanitaria ma, anche in vista di una possibile seconda ondata pandemica; con la legge di conversione del Decreto Liquidità infatti è stato approvato l’”emendamento Gemmato” il quale ha reso possibile tutto questo».

Il Covid-19 «ha posto il sistema delle farmacie - dice Porcaro D’Ambrosio - di fronte ad una sfida per il futuro e dimostrato che la loro funzione nel sistema diffuso della sanità è sempre più imprescindibile, come è emerso in una recente conferenza organizzata da Assofarm insieme a Farmacie Comunali di Pisa Spa al quale hanno partecipato Venanzio Gizzi e Francesco Schito, presidente e segretario generale di Assofarm, l’on. Marcello Gemmato, il dott. Franco Falorni, Antonio Gaudioso, segretario generale di CittadinanzaAttiva. Condivido la tesi di alcuni relatori secondo cui con il Covid-19 i decisori hanno dovuto riconoscere quanto da tempo affermato dagli addetti ai lavori e cioè che manchi un sistema reale di sanità territoriale». Per questo, dice ancora Porcaro D’Ambrosio,«la prossimità delle farmacie deve divenire strumento di presidio sanitario diffuso sia dal punto di vista della prevenzione da Covid-19 che dell’erogazione di nuovi servizi quali la vaccinazione di massa (che dovremo affrontare in autunno), i nuovi modelli di presa in carico del paziente e l’aderenza alle terapie, tenendo conto dei costi sociali sostenuti dai cittadini (sanitari ed umani) generati dalla mancata osservanza delle terapie da parte di quei pazienti che faticano a raggiungere con continuità e regolarità la farmacia ospedaliera, ma anche la determinazione dei costi occulti della distribuzione diretta, il maggiore impatto del personale delle farmacie ospedaliere, ecc.».

«La politica nazionale nei primi interventi emergenziali, purtroppo, ha dimostrato pochissima considerazione per le farmacie, sebbene, dopo il contributo che hanno dato per tutta l’emergenza anche in termini di vite umane, abbiano dimostrato una volta per tutte che non è più possibile relegare le farmacie ai margini del Sistema Sanitario Nazionale. Deve essere realizzato - conclude Porcaro D’Ambrosio - un nuovo modello integrato ed armonico tra medici (ospedalieri e di medicina generale) e farmacisti (ospedalieri e di comunità) con al centro del nuovo paradigma il cittadino e non soltanto le fredde ragioni economiche». —

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