Il Tirreno

Pisa

Imprenditoria in lutto, morto il re del mattone in città

Pietro Barghigiani
Il rudere in lungarno Galilei il cui mancato recupero costò all’imprenditore un processo
◗
Il rudere in lungarno Galilei il cui mancato recupero costò all’imprenditore un processo

Addio al dottor Giorgio Pampana, storico immobiliarista pisano. Aveva 89 anni

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Lutto nell’imprenditoria pisana per la scomparsa del dottor Giuseppe Pampana, storico immobiliarista pisano. La morte lo ha colto nella sua villa a Tirrenia nella notte tra ieri e lunedì. Aveva 89 anni ed era vedovo da una quindicina d’anni. Lascia due figlie.

Partito dal niente e capace di mettere insieme un patrimonio composto da decine di appartamenti e immobili, Pampana è stato un imprenditore che negli ultimi anni ha avuto parecchi dissapori con Palazzo Gambacorti. Che fosse l’amministrazione o una parte delle minoranze, quelle con un baricentro all’estrema sinistra. “Il rudere del Pampana” in lungarno Galilei è un’associazione che nel tempo si è diffusa in città per mettersi insieme un progetto mai decollato e la proprietà che riceve critiche. Un po’ come le torri di Bulgarella, le eterne incompiute di via Bargagna.

Sarebbe, comunque, riduttivo limitare la storia imprenditoriale di Pampana con il rudere che dal dopoguerra segna il “buco nero”, la voragine urbanistica, l’ultima ferita inferta dalla seconda guerra rimasta in città e mai curata, lo sfregio prodotto dai bombardamenti del ’43 allo skyline dei lungarno Galilei lasciato lì a rinsecchire come un simbolo di incuria e abbandono.

Per quel recupero imposto dal Comune e mai realizzato, il dottor Pampana finì pure sotto processo per effetto di un esposto.

L’accusa a suo carico era di «omissioni di lavori in edifici e costruzioni che minacciano rovina» e «inosservanza dei provvedimenti dell’autorità».

Il braccio di ferro con Palazzo Gambacorti e le ipotesi di recupero formulate per il rudere negli ultimi anni avevano arricchito la cronaca di un dialogo tra sordi. Il Comune si era sempre opposto ad un aumento delle volumetrie e a un progetto di riqualificazione residenziale che avrebbe intaccato anche il Giardino Scotto. E Pampana non sembrava essere stato allettato nemmeno di fronte a proposte dell’amministrazione che non avevano mancato di suscitare polemiche.

Come ad esempio la prospettiva di poter finanziare gli interventi di ristrutturazione con i guadagni prodotti dalla vendita al Comune di alcuni edifici di sua proprietà a Riglione . Fu anche sanzionato. La Sepi gli chiese 56mila euro di suolo pubblico arretrato per le transenne. Il rudere in sfacelo è sopravvissuto al suo proprietario. Mercoledì 24 giugno alle 15,30 nella chiesa di Tirrenia l’addio all’immobiliarista. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web