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«Delegittimato», Cerri si dimette da segretario provinciale Pd

Francesco Loi
«Delegittimato», Cerri si dimette da segretario provinciale Pd

La decisione già comunicata al partito nazionale. Tra i motivi principali i dissidi sulle liste per le regionali e la candidatura a Cascina

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PISA. «Delegittimato». Così si è sentito Fabrizio Cerri. Che ha preso carta e penna annunciando le sue dimissioni al partito nazionale da segretario provinciale del Partito democratico. Il Pd pisano non trova pace. E deve affrontare un altro strappo mentre due decisive campagne elettorali (regionali e comunali a Cascina) stanno entrando nella fase che conta. Rumors in questo senso avevano cominciato a girare dallo scorso fine settimana. Una riunione della componente zingarettiana aveva dato l’impressione di congelare almeno la situazione. Invece, dal punto di vista di Cerri, un documento scritto da vari esponenti del partito, tra cui sindaci e consiglieri comunali, ha fatto maturare nell’ormai ex segretario provinciale la decisione delle dimissioni. Quale il contenuto della lettera? La richiesta di convocare la direzione per affrontare il nodo della lista di candidati per le regionali. «Avevo chiesto di non farlo, lo hanno fatto e questo lo ritengo un elemento di delegittimazione», dice Cerri. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. «È la direzione regionale che da sempre indica con un suo atto le linee guida per le candidature. Questo atto ancora non c’è, invece loro volevano comunque la direzione. Peraltro la mia idea era di una lista non di tre capitani, i consiglieri uscenti, e di cinque gregari, ma di una formazione forte in tutte le componenti. Non hanno tenuto conto delle mie richieste e ne traggo le conseguenze. Ci ho pensato tre giorni, poi ho mandato la lettera».

Dissidi dunque sulla composizione della lista dei candidati alle regionali, ma non solo. Anche la gestione della candidatura a sindaco di Cascina ha pesato nella decisione di Cerri, che sin dalla sua nomina si era posto come arbitro nel dualismo Betti-Masi, primarie sì-primarie no. «Volevo provare ad allargare il più possibile la coalizione, consapevole che fosse un compito difficile. Poi leggo la risposta di Mario Iannella, espressione di autosufficienza del partito, che non è la mia idea di Pd. La censura del segretario non mi sembra una gran cosa. Se devo fare il segretario lo faccio, se non ci sono gli spazi mi faccio da parte». Questioni di equilibri, anche, «in un partito con organismi dirigenti che riflettono la situazione di 3-4 anni fa, quando nel frattempo, anche in provincia di Pisa, la mozione Zingaretti ha conquistato una larga maggioranza di consensi».

Ma la dialettica riguarda anche il livello regionale, «le visioni politico-programmatiche - dice Cerri - in una regione in cui le vicende dell’aeroporto Galilei in primis e delle infrastrutture in generale sono fonte di vere preoccupazioni. Sento Antonio Mazzeo dire di superare i campanilismi. Va bene, ma si deve avere consapevolezza che Pisa rischia di restare marginale in Toscana». —

francesco loi

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