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Caso Ragusa, Logli annuncia il ricorso alla Corte Europea. E nel suo pool nomina una criminologa
Dopo la condanna a vent'anni per l'omicidio della moglie Roberta, l'ex impiegato scrive una lettera dal carcere di Massa e allarga il pool difensivo nominando la criminologa Vagli
PISA. “Sono innocente. Sono completamente estraneo alla sparizione di Roberta che manca ogni giorno sia a me che ai miei figli. È per questo motivo che ho deciso di rivolgermi anche alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo”. Queste le parole di Antonio Logli - condannato in via definitiva a 20 anni per l'omicidio della moglie Roberta Ragusa - dal carcere di Massa dove è detenuto dallo scorso anno.
Nella lettera scritta di pugno, l’ex elettricista e impiegato del Comune di San Giuliano Terme smentisce quanto riportato da alcune testate nelle settimane precedenti e secondo le quali i figli Alessia e Daniele gli sarebbero restati accanto perché manipolati. “Ho letto considerazioni che ritengo tendenziose – per usare un eufemismo – che coinvolgono non soltanto la mia persona, ma anche e soprattutto quella dei miei figli, in particolare Daniele. Voglio smentire categoricamente il fatto che mi viene imputato, di averli plagiati con i miei discorsi e comportamenti”.
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Dunque non si arrende, ma, anzi, in accordo con il legale Enrico Di Martino, specializzato in reati di omicidio, traffico di stupefacenti e associazione a delinquere, allarga il pool difensivo e nomina la criminologa Anna Vagli, la quale afferma: “Con l’avvocato Di Martino – che ringrazio per la fiducia accordatami – stiamo lavorando a nuovi spunti investigativi. La Corte Europea non è l’unica strada che stiamo valutando. Quanto al mio incarico, per il momento posso soltanto dire che lo svolgerò con la professionalità e la determinazione che mi contraddistingue”.
Lo stesso Di Martino, ai microfoni di Mediaset, ha ribadito come nella storia processuale del suo assistito vi sia stata una “discrasia e una differenza fra il peso che è stato dato alle testimonianze a sfavore di Logli e quello invece dato alle testimonianze a suo favore”.
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