Scieri, dalle lesioni alle mani e al cranio una nuova lettura della morte
Il lavoro della consulente della Procura è ora all’esame della difesa. Diverse le ipotesi per spiegare i traumi alla gamba sinistra, trovate nuove fratture
PISA. La famiglia di Emanuele Scieri, il parà trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa, il 13 agosto 1999, è convinta che grazie anche al lavoro effettuato dalla consulente della Procura di Pisa, ordinario di medicina Legale all’Università degli Studi di Milano e direttore del Labanof, Laboratorio di antropologia e odontologia forense, la dottoressa Cristina Cattaneo, si possa finalmente arrivare alla verità. E infatti, rispetto alle risultanze dell’autopsia, dai resti mortali del 26enne riesumati nel 2019, sono arrivati alcuni elementi di novità.
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La dottoressa Cattaneo - i difensori degli indagati stanno visionando la voluminosa consulenza tecnica - è andata a caccia di nuove lesioni. Venti anni di “nebbia” iniziano a dissiparsi a mano a mano che gli stessi inquirenti, dopo il lavoro della commissione parlamentare di inchiesta, hanno riaperto le indagini con la persuasione che i tre ex caporali avrebbero percosso il giovane paracadutista, poi caduto dalla torre di asciugatura dei paracadute. La prima novità, che però non è stata recepita dalla Procura militare, riguarda la morte. Dall’autopsia risulta che la recluta fosse rimasta agonizzante ai piedi della torre. Invece per la dottoressa Cattaneo, che ha scoperto nuove lesioni alla base del cranio, la morte è avvenuta all’istante. Causata da «lesioni cervicali midollari da politrauma contusivo da precipitazione». Caduta che, in base al complesso di fratture, sono state contate 5 vertebre rotte, potrebbe essere avvenuta da un’altezza intorno ai 10 metri. Il perito ha preso in esame una serie di lesioni, mettendo in rilievo quelle da precipitazione, quelle incerte, quelle che non ci conciliano con la caduta e quelle intervenute nei giorni in cui il cadavere è rimasto ai piedi della torretta. Sulle lesioni al polpaccio sinistro la dottoressa Cattaneo si è soffermata ritenendo che possano essere state causate da un oggetto in grado di causare tagli ma che potrebbero essere compatibili anche con i colpi di un’arma meccanica ad aria compressa. Tutti aspetti su cui le parti si daranno battaglia durante le fasi processuali, a cominciare dalle lesioni scoperte alle mani.
Sulla base anche della consulenza, la Procura di Pisa ha chiuso le indagini con cinque indagati. I tre principali indagati (per entrambe le Procure che sono andate avanti per la propria strada) sono Andrea Antico, di Rimini, caporal maggiore capo scelto dell'Esercito in servizio; Alessandro Panella, di Cerveteri, già caporale dell'Esercito in congedo; Luigi Zabara, di Frosinone, già caporale dell'Esercito in congedo. Per Antico, Panella e Zabara, tutti e tre 41enni, la Procura militare (il 17 luglio ci sarà l’udienza preliminare a Roma) chiede il rinvio a giudizio per i reati di violenza ad inferiore mediante omicidio pluriaggravato, in concorso tra loro. Antico è difeso dall’Avvocato Massimo Cerbari e dall’Avvocato Federico Morri, entrambi del Foro di Rimini, Panella è difeso dagli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli, Zabara difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria.
La Procura ordinaria ritiene di avere individuato anche i possibili autori delle coperture. Nei suoi ultimi momenti di vita Scieri subì atti di violenza. Secondo la ricostruzione fornita quando la Procura ha dato la notizia dell’avviso di conclusione delle indagini, a Scieri è stato sferrato, tra l’altro, «un colpo penetrante al polpaccio con un oggetto contundente, tanto da lasciare un segno profondo sul piede, la frattura di un dito e lo schiacciamento delle mani sono responsabili della caduta». Dopo quel tragico epilogo i tre caporali contarono su numerosi silenzi.
Sono indagati per favoreggiamento anche Salvatore Romondia, 73 anni, all’epoca aiutante maggiore del comandante del reparto corsi. E l’ex comandante della Folgore, generale Enrico Celentano. —
s.c..
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