Sicurezza
Niente bus per la Tenuta «Una mancanza storica»
Il Parco sulla polemica della sosta autorizzata sulla ciclabile: messaggio sbagliato, serve un ragionamento complessivo
PISA
«Siamo partiti da una situazione di necessità, le direttive del governo, ribadite dal prefetto, di evitare assembramenti. Da qui abbiamo iniziato un ragionamento su come si arriva a San Rossore, un dibattito che non si limita alla sosta sulla pista ciclabile, ma che è più ampio. Stiamo analizzando qual è la migliore offerta di mobilità che permetta di raggiungere e fruire la Tenuta rispettando l’ambiente», così il presidente dell’Ente Parco, Giovanni Maffei Cardellini, interviene nel dibattito e nelle polemiche sulla sosta delle auto autorizzata dal Comune sulla ciclabile che porta a San Rossore.
«Non possiamo certo dire che le macchine parcheggiate tutte intorno a Cascine Vecchie, come siamo abituati da anni, siano una situazione decorosa e sostenibile. Ricordiamo per esempio cosa è successo il giorno del Fai, a fronte di una bellissima iniziativa c’erano auto ovunque con rischio anche per i bambini - continua Cardellini -. Già per venire incontro a questa esigenza di una sosta ordinata e rispettosa della natura abbiamo recentemente realizzato aree su terra battuta con ghiaia circondate da cordoli in legno, segnalate dalla nuova cartellonistica».
Con il Covid è stato vietato l’accesso ai mezzi privati nei weekend, tranne che per le categorie deboli. «In molti ci hanno ringraziato - dice ancora Cardellini - vedendo com’è bello il Parco senza auto. Se è vero che prima della sbarra di ingresso c’è chi sosta sulla pista ciclabile, è anche vero che in quei punti si trovano raramente auto sulla carreggiata, ma solo persone a piedi ed in bici. Ovviamente la Tenuta deve essere fruibile anche a chi viene da lontano e per questo abbiamo istituito il servizio transfer con il trenino elettrico dal parcheggio di via Pietrasantina ed il battello dallo scalo Roncioni, che sono sempre pieni (400 persone al giorno): li potenzieremo e stiamo verificando la possibilità di convenzionarli con il trasporto pubblico locale. Emerge qui una mancanza storica, un bus che arrivi a San Rossore, l’abbiamo chiesto più volte e ne ribadiamo la necessità. Sulla recente ordinanza, temiamo sia disincentivante all’utilizzo di mezzi ecologicamente più sostenibili. Perché invece non pensiamo a come migliorare il percorso per le bici, che ora è solo una striscia in terra? Sarebbe più sicura e fruibile una pista in sede protetta. Sono ragionamenti che vogliamo fare insieme agli altri enti interessati, perché San Rossore è patrimonio di tutti - conclude Cardellini -. Ovviamente in questo percorso teniamo conto delle esigenze di chi fornisce e usufruisce dei servizi all’interno della Tenuta: ippodromo, albergo, maneggio, ristoranti». —
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