Sicurezza
Ma c’è anche chi scommette in una nuova attività
pisa
Quando l’unione fa la forza con lo scopo di mettere al tappeto il Covid.
Pietro Vattiata, noto chef pisano, non ci ha pensato due volte e nonostante le cicatrici della pandemia ancora fresche per tutti, è tornato in campo con una nuova attività di ristorazione. Il taglio del nastro è previsto per domani, per quanto riguarda la parte relativa alla cucina servita al tavolo, mentre per il reparto di gastronomia bisogna attendere lunedì.
Una scommessa imprenditoriale sulla quale lo chef crede molto. Un’avventura intrapresa grazie all’aiuto di una socia, Violeta Gjoka, 45 anni, origini albanesi, ma in Italia ormai da ben 22 anni. È stata infatti Violeta, con il suo bar, a fare da trampolino per dar vita al “Chiosko dei Priati”, un locale originale in via di Pratale 10, angolo via Hermada, a Pisa, gestito proprio da Pietro e Violetta.
Il primo operativo in cucina, la seconda a districarsi tra il bar e il servizio ai tavoli. Poi, c’è la gastronomia gestita da Vattiata con piatti d’asporto realizzati tutti i giorni, con materie prime sceltissime. Prodotti a chilometro zero, alcuni del Consorzio Toscana Sapori. Insomma, al “Chiosko dei Priati” c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra sughi, involtini, fritti, polpette, primi, piatti di pesce e tanto altro ancora.
«Tutto è nato per caso – racconta Vattiata –. Da tempo volevo riaprire un locale. Oltre all’insegnamento a scuola, volevo insomma sentire di nuovo l’ebrezza della cucina e così mi sono messo in cerca di un fondo dove realizzare questo nuovo sogno. Il Covid poi ci ha costretto tutti a casa. Nel frattempo avevo cambiato residenza. Il sogno si è quindi, inevitabilmente, arenato per un po’ a causa delle restrizioni. Ma un giorno entrando nel bar di Violeta ho avuto una folgorazione: il locale aveva la cucina e quindi mi sono detto perché non provare con lei questa nuova avventura? Detto e fatto, tanto che siamo diventati soci in un batter d’occhio e all’originale denominazione di “Chiosko” di Violeta è stata aggiunta la parola priati, che in siciliano, la mia terra d’origine, significa gente allegra».
Ed infatti il nuovo locale di Vattiata e Gjoka vuole essere qualcosa di diverso. Un posto tranquillo dove, al momento, solo il sabato sera si possono assaporare, servite al tavolo, in piatti compostabili in canna di bambù, le creazioni di chef Pietro, ad un prezzo accessibile a tutti. E la crisi creata dal Covid? «Basta avere nuove idee – affermano i due imprenditori – ed il motore torna ad accendersi». —
Roberta Galli
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