Gioco
Lesioni fasulle agli arti «Così alteravano le diagnosi»
Un tecnico informatico residente a Livorno avrebbe agito per falsificare i dischetti con la documentazione sanitaria. I prezzi? Fino a 500 euro per ogni cd
PISA
Nelle indagini sugli incidenti gonfiati per truffare le assicurazioni ci sono finiti professionisti affermati da tempo come Andrea Farmalli, medico legale residente a Cascina e conosciuto in tutta la provincia, o Francesco Papini, residente a Livorno, arrestato insieme alla moglie Cinzia Allegranti, ma anche altri che si sono affacciati alla professione forense più di recente, come il giovane avvocato pisano L. B. o l’avvocatessa di Ponsacco, con studio a Bientina Simona Volpi. Infine, tra gli indagati c’è anche il medico legale Nicolò Maria Sposimo, originario di Firenze con uno studio a Pisa. Sposimo e Farmalli (quest’ultimo lavora anche su Bientina e Livorno) come Sposimo sono fiduciari delle principali compagnie assicurative. Nelle informative dei carabinieri, che hanno seguito l’operazione “Triade” si parla di una collaudata rete di 18 professionisti, composta da 7 medici e 3 collaboratori, 6 avvocati, un fisioterapista e un esperto informatico, che si occupava di falsificare la documentazione sanitaria e informatica degli incidenti stradali per ottenere illeciti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative. Sono 35 i sinistri passati sotto la lente di ingrandimento per un valore complessivo di circa 650mila euro.
Le intercettazioni aiutano a ricostruire il giro. «A me è andata bene tante volte perché io non ce l’ho un gabinetto radiologico. Io faccio tutto… io c’ho tutti i dischetti delle lesioni… Il dischetto te lo do io, ce l’ho di cosa ti pare: spalla sinistra, destra, ginocchio, caviglia…». È una conversazione molto esplicita quella fra il medico legale Francesco Papini, il sessantaduenne al centro dell’inchiesta, e una terza persona al momento estranea alle indagini. Il fornitore dei cd manipolati sarebbe il tecnico informatico Claudio Del Grosso, 62 anni, nato a Melito Irpino (in provincia di Avellino) e residente a Livorno. Cugino acquisito di Papini, è impiegato in una ditta di componenti automobilistici. Secondo l’accusa si deve alle sue abilità informatiche e previo pagamento di somme di denaro fino a 500 euro a dischetto una buona parte delle truffe. Il tecnico informatico avrebbe falsificato i referti medici inserendo segni di altre lesioni, seguendo le indicazioni sia di Papini che della ex moglie, con la quale però il medico legale avrebbe continuato a vivere, Cinzia Allegranti, 58 anni.
Del Grosso avrebbe realizzato cd-rom artefatti in sei occasioni, una delle quali dopo l’incidente in autostrada accaduto al cantautore Enrico Nigiotti.
Sempre parlando con una terza persona, Papini descriverebbe con dovizia di particolari il presunto ruolo del tecnico informatico: «Non ce l’ho a fa le radiologie. Io c’ho uno che me lo fa, è bravo, serio e onesto. Se gliele porto tre o quattro insieme piglia 150 a coso, se gliene porto uno eh, vuole di più, mi tocca dà 250 ogni dischetto. Però, io ho sentito in giro, ho preso i clienti, ho detto “Boia tientelo no bene”, dice quell’altro, “di più”».
Il compito di Del Grosso, insomma, sarebbe stato quello di contraffare i cd-rom con le lesioni riportate dagli accertamenti diagnostici, ovviamente secondo l’accusa aggravandole per aumentare i punti di invalidità e quindi aumentando i possibili rimborsi. —
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