Il Tirreno

Pisa

Le ex cave di Campo accendono una luce sul rilancio ambientale

Agostino della Togna

Della Togna, ex assessore all’urbanistica a San Giuliano, interviene nel dibattito sul progetto di riqualificazione dell’area fermo dal 2003 

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L’intervento

Finalmente una buona notizia da parte dell’assessora all’ambiente Daniela Vanni del Comune di San Giuliano Terme. Si è rimesso di nuovo mano, dopo 25 anni, al progetto di recupero dell’area fortemente degradata delle ex cave Donati a Campo. Abbiamo appreso dai giornali che i lavori di riqualificazione saranno realizzati in tempi brevi ma non si è dato di conoscere quale ne sarà la tempistica del completo recupero. Speriamo che questa volta sia la volta buona.

È dal lontano 2003 che la ditta Donati deve saldare “il conto di 725mila euro” quale contributo per il recupero ambientale. Tempi biblici per rendere giustizia al territorio campigiano. Nella cava si estraeva argilla e rena e si producevano laterizi per l’edilizia. Una miniera d’oro per chi l’ha sfruttata per 40 anni. Ora immagino che ci dovrà essere anche un forte impegno economico per il Comune di San Giuliano per contribuire a recuperare quell’ambiente.

I campigiani si ricorderanno certamente che sono passate cinque legislature e due sindaci differenti che non si sono mai impegnati concretamente per recuperare quel territorio fortemente degradato.

Fu la giunta Rossi, alla fine degli anni Novanta, che fece la prima convenzione con la ditta Donati per l’escavazione nell’ambito del piano regionale delle cave. Quella convenzione prevedeva a carico della ditta Donati anche un piano di recupero ambientale. Da allora in merito poco è stato fatto e soprattutto nessun controllo geologico sulle acque sotterranee. Si parlava della necessità di mettere a punto un piano regolatore per lo sfruttamento delle falde sotterranee allo scopo di monitorare la subduzione del terreno nella zona in quanto i campigiani lamentavano lievi lesioni ai loro fabbricati.

Così in 25 anni di estrazione, di danni all’ambiente ce ne sono stati tanti e sono sotto gli occhi di tutti.

Dopo tutto questo tempo bisogna chiederci quale prezzo dovrà pagare ora anche il cittadino per tanta inerzia della pubblica amministrazione.

Meglio tardi che mai. Apprezziamo la notizia dell’assessore Vanni: finalmente la giunta Di Maio rimette mano al problema. Ma vorrei ricordare che questo territorio è fermo da molto tempo per le politiche ambientali. Speriamo che con questo esempio si ricominci a recuperare.

Ci sono ancora molte altre zona degradate sul territorio come ad esempio i vecchi siti delle cave Betonval ad Asciano; il progetto San Giuliano comune termale è fallito perché intorno alle Terme non si è progettato un ambiente adeguato; le piste ciclabili sono perlopiù semi abbandonate e poco ciclabili. La via lungo l’Acquedotto Mediceo lascia molto a desiderare. Molto scarsi sono i controlli nelle aree del pedemontano a forte vocazione agricola dove si fa uso di sostanze velenose per la salute pubblica.

Comunque con le cave di Campo una speranza si è accesa. Ma non ci sono solo le cave di Campo da recuperare.

Buon lavoro, assessore Vanni. –

Agostino della Togna



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