Il Tirreno

Pisa

i dubbi sulla ripartenza 

«La città è ferma e manca ancora un dibattito vero sulle prospettive»

«La città è ferma e manca ancora un dibattito vero sulle prospettive»

Paolo Fontanelli: assenza d’iniziativa evidente da parte del Comune, ma anche di Sovrintendenza e Università

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PISA

«Il 16 giugno è il giorno della Luminara e ogni anno, in tarda serata, mi facevo il giro dei lungarni attratto dal movimento di Pisa e di accensione dei lumini. Si avvertiva un’atmosfera che faceva crescere l’attesa per le ore del buio e poi per i fuochi. Oggi purtroppo, a causa delle misure di prevenzione sul coronavirus, niente di tutto questo, e ciò genera una buona dose di tristezza». Inizia così una riflessione dell’ex sindaco Paolo Fontanelli sulla situazione della città in tempi di Covid e sulle prospettive.

«Un’impressione - prosegue Fontanelli - che ritroviamo, almeno io ritrovo, quasi ogni giorno nella passeggiata in bici o a piedi nelle zone della città normalmente più frequentate e vissute dai turisti o dagli studenti. L’assenza si vede, si percepisce e si tocca con mano. Allora viene la domanda: quanto durerà? E cosa è possibile fare per ripartire? Ecco che qui emerge chiaramente la mancanza di iniziativa degli enti e delle istituzioni che dovrebbero incontrarsi, ragionare, discutere e proporre idee ed azioni in sinergia per fronteggiare questa difficile situazione. Quali misure per incentivare il turismo nella situazione attuale? Con quale offerta ricettiva e culturale cercare di intercettare ed attrarre il turismo familiare italiano?».

La critica continua: «La risposta che leggiamo sui giornali è quella di una completa mancanza di attenzione al tema dell’offerta culturale. Si tengono chiusi i luoghi che producono questa offerta, come i musei, i teatri, a cominciare dal Verdi, così come i locali e le imprese che operano nel campo culturale. Significativi sono il documento di #Pisaripartadallacultura, varato dagli operatori delle imprese culturali e la stessa manifestazione delle maestranze del Verdi, insieme agli artisti, che chiedono di uscire dall’immobilismo attuale. Ad essere chiamati in causa sono, in primo luogo, il Comune e poi anche le altre istituzioni, come la Sovrintendenza, l’Università e gli altri soggetti che hanno competenze e strutture nel campo dell’iniziativa culturale».

«Finora - dice ancora Fontanelli - sono solo due i segnali positivi di apertura che abbiamo visto: quello della Torre e dei musei della Piazza dei Miracoli, con l’evidente limite di rimandare ancora il messaggio che Pisa è solo Torre, e la riapertura degli spazi museali del Palazzo Blu. Ma tutto il resto è fermo, chiuso. In un contesto simile a questo, in altre occasioni, si assisteva ad una discussione accesa, in cui non mancavano certo quelli che buttavano benzina sul fuoco, invece oggi sembra che prevalgano quelli che distribuiscono a piene mani il bromuro di potassio, efficace ed inodore sedativo. Non credo sia una buona cosa per la città». —

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