Sicurezza
Il Pisamover ora punta sui pendolari tariffe popolari per gli scambiatori
La società cambia strategia di fronte al drastico calo di passeggeri aeroportuali Si allontana l’obiettivo del pareggio di bilancio
PISA
Dal trenino automatizzato alle auto dei pendolari. I parcheggi diventano il nuovo core business della Pisamover. Almeno provvisoriamente. Dopo tre mesi di stop, la società che gestisce il sistema di trasporto elettrico che collega l’aeroporto alla stazione ferroviaria prova a frenare l’emorragia di utenti (e ricavi) cercando di attirare nei parcheggi scambiatori i pendolari che raggiungono la città e quelli diretti sull’asse ferroviaria Pisa-Firenze. Tariffe agevolate e costi iper-concorrenziali la nuova strategia di mercato per far fronte alla prolungata sospensione dei servizi dei mesi scorsi. Una piccola, ennesima svolta dopo quelle che nei mesi scorsi sono state concretizzate per risollevare le sorti economiche della società: modifica del piano economico-finanziario per contrastare il rischio fallimento e nuovo assetto societario con la Leitner Spa di Vipiteno socio unico della Pisamover spa.
L’effetto combinato lockdown e paralisi delle rotte aeroportuali rischia però di compromettere ogni manovra per conseguire l’obiettivo del pareggio di bilancio prefissato per il 2020. Con le attività del Galilei semiparalizzate e il flusso di viaggiatori ridotto ai minimi storici, l’attenzione della società si è spostata sull’utenza locale. Un nuovo piano tariffario (2,50 euro per un massimo di 18 ore di sosta e l’utilizzo, andata e ritorno, del People Mover per raggiungere il centro o abbonamenti mensili a partire da 30 euro), punta a popolare i parcheggi scambiatori e riprendere il flusso delle entrate bloccato dal lockdown.
«In questa fase è difficile fare qualsiasi previsione - sottolinea Thomas Erlacher, presidente della Pisamover Spa -. Finché non ci sarà una vera ripartenza dell’aeroporto, anche l’utenza del Pisamover sarà molto ridotta. Si parla di un incremento di viaggiatori nei mesi di luglio ed agosto, ma con numeri drasticamente inferiori a quelli degli anni scorsi». Da qui il piano B: sfruttare la presenza dei parcheggi scambiatori e la necessità di sosta a costi calmierati di migliaia di pendolari.
«Con l’incertezza del settore aeroportuale abbiamo deciso di puntare molto sul traffico locale - prosegue Erlacher -. In questa fase, nonostante il calo dei contagi, c’è molta gente che ha deciso di non utilizzare i mezzi pubblici per evitare il più possibile contatti con altre persone e di far affidamento sulla propria auto. I nostri spazi diventano quindi una buona opportunità per i tanti che hanno bisogno di parcheggiare i propri mezzi e dalla ripartenza delle attività abbiamo notato già una crescita dell’utenza - conclude Erlacher -. Durante il lockdown siamo riusciti a contenere i costi di gestione grazie a servizi sostitutivi e ad accordi con i fornitori, ma tre mesi di mancati ricavi renderanno molto difficile raggiungere il pareggio di bilancio, se non con eventuali supporti finanziari previsti dallo Stato per il settore dei trasporti». —
Danilo Renzullo
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