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Campi estivi, il bando ancora non c’è ma qualcuno inizia

sara venchiarutti
Campi estivi, il bando ancora non c’è ma qualcuno inizia

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Una data ufficiale c’è: oggi, 15 giugno. Così come ci sono i protocolli ufficiali. Ma a Pisa per la maggior parte dei centri estivi non è ancora arrivato il momento di riaprire i propri spazi a bambini ed adolescenti, anche se ormai la ripartenza è vicina. La data indicata dal Comune è il primo luglio «a causa delle indicazioni della Regione Toscana arrivate alla spicciolata fino a pochi giorni fa», spiega l’assessore alle politiche socioeducative Sandra Munno. Prima è prevista l’uscita di un bando per verificare quali associazioni e cooperative vogliono attivare i centri estivi, ma per chi volesse partire in autonomia c’è comunque il via libera, una volta comunicata l’attività al Comune. Intanto, tra le soluzioni possibili potrebbero essere le scuole una valida alternativa per garantire spazi più ampi possibili.

Ma qual è la situazione? «Finché non esce il bando comunale non saremo operativi», chiarisce Verter Tursi, presidente del Consorzio infanzia Pisa (Cip), che gestisce direttamente per conto del Comune cinque servizi educativi per l’infanzia. «Ora i nostri operatori parteciperanno al momento di formazione legato anche al Covid ed organizzato dal Cred zona pisana e Valdera. Si parlerà anche degli effetti emotivi dovuti all’emergenza sanitaria». Si è attivato con protocolli specifici nazionali anche il Centro sportivo italiano della provincia di Pisa, come spiega il presidente Alfonso Nardella: «Nonostante l’esperienza di tanti anni, questa volta ci rapportiamo ad una metodologia completamente nuova dal punto di vista tecnico, pedagogico e didattico. Per noi sarà una sfida: i bambini non si possono toccare, devono mantenere 1.80 metri di distanza e soprattutto saranno divisi in piccoli gruppi che non potranno interagire tra loro». Con le normative attuali i costi per le associazioni sono destinati ad aumentare: «Quest’anno la stessa tipologia di campi ci costa di più», continua Nardella. «Servono più operatori e sono dispendiose anche le misure di sanificazione. Con ogni probabilità i Comuni terranno conto di queste difficoltà. Non siamo associazioni a scopo di lucro e il nostro compito è quello di dare un servizio a bambini e famiglie, ma non possiamo nemmeno permetterci un bilancio in rosso».

Un invito a rivedere le linee guida arriva a livello nazionale da ArciRagazzi, come sottolinea Viviana Bartolucci, presidente della sezione pisana: «Le linee guida erano già in progress e secondo noi, alla luce della situazione attuale, ci sono alcuni elementi da rivedere: l’obbligo di mascherine per i bambini, per esempio, visto che gli ultimi studi evidenziano una bassa possibilità di contagio nelle fasce infantili. È da superare anche la segregazione tra gruppi di bambini che fino all’anno scorso giocavano insieme. Si parla poi di piccoli spazi e diffusi, però è uno scenario difficile da realizzare».

Ma in città qualcuno che riparte in autonomia c’è, come il campo sportivo organizzato dal Pisa Ovest in collaborazione con l’Asd Koala Sun Play. Si inizia il 22 giugno ed è già disponibile il modulo per l’iscrizione di bambini nati tra il 2006 e il 2014. «Abbiamo ricevuto già circa una ventina di iscrizioni», dice il presidente del Pisa Ovest, Stefano Cattani. «I bambini, che verranno divisi tra i campi all’aperto del Cep e (in caso di necessità) di Porta a Mare, indosseranno le mascherine solo in entrata ed in uscita, con procedimenti scaglionati per evitare assembramenti. È prevista la sanificazione di banchine e bagni ad ogni utilizzo, mentre gli spogliatoi sono chiusi. Gli allenamenti individuali ci sono, visto che si possono gestire mantenendo le distanze, ma la partitella finale non si farà». Ed i costi? «Siamo riusciti a mantenere un costo basso per le famiglie, anche perché il pranzo non è previsto ed i bambini dovranno portarsi la merenda da casa. Per noi non c’è guadagno». —

sara venchiarutti

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