Il Tirreno

Pisa

la rinascita di palazzo blu  

«Siamo un’attrazione per la città, proviamo a far tornare i turisti»

Roberta Galli
«Siamo un’attrazione per la città, proviamo a far tornare i turisti»

Intanto alla riapertura i primi due visitatori sono pisani e abitano a Sant’Ermete Bracci Torsi: «Avanti con le mostre, al lavoro per quella in autunno su De Chirico» 

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pisa

Sono Maria Rita Cammarata e Francesco Salvini i primi due visitatori che ieri mattina alle 10 hanno varcato la soglia di Palazzo Blu.

Il polo museale di lungarno Gambacorti a Pisa ha riaperto i battenti dopo tre mesi di chiusura forzata. Una cerimonia semplice alla presenza del presidente della Fondazione Cosimo Bracci Torsi, ma carica di significato.

Il museo torna a vivere, ad ospitare intanto i pisani e poi anche i turisti che vorranno ammirare le sue collezioni permanenti in perfetta sicurezza e gratuitamente per tutto il mese di giugno.

Palazzo Blu, ieri mattina, ha voluto lanciare un messaggio chiaro: noi ci siamo e siamo pronti a ripartire con tutta la città. Un appello lanciato in questi giorni anche sui social e raccolto da Maria Rita Cammarata, 73 anni, e Francesco Salvini, 78 anni, quest’ultimo originario della provincia di Vicenza, entrambi pensionati e residenti in Sant’Ermete.

La coppia ieri mattina ha di fatto inaugurato le sale di Palazzo Blu. Maria Rita e Francesco sono stati infatti i primi visitatori ad entrare nel museo non appena aperto il portone ed espletato il protocollo di sicurezza, tra cui la misurazione della temperatura corporea.

«Abbiamo letto sui social della riapertura – affermano Maria Rita e Francesco – e abbiamo pensato di approfittare dell’offerta. Entrambi siamo amanti dell’arte e dei viaggi in generale e come segno beneaugurante siamo voluti essere qui stamani (ieri mattina, ndr)».

Un momento particolare questa ripartenza per il polo museale pisano, come sottolineato dallo stesso Cosimo Bracci Torsi. «Essere qui per noi rappresenta una data importante – ha detto il presidente della Fondazione –. Siamo stati chiusi per mesi in casa, chiuso anche il museo. Pensiamo però che a questo punto ci si debba mettere alle spalle l’emergenza, naturalmente con comportamenti responsabili e coscienti, ma cominciare a riattivare quelle iniziative che portano lavoro soprattutto al turismo. Palazzo Blu è una attrazione di Pisa, l’ultima che si è verificata in questi anni e credo che debba tornare ad esserlo se vogliamo che i turisti e i visitatori tornino e che rimettano in moto tutto l’indotto. Quindi da questo punto di vista siamo molto lieti di riaprire, lo facciamo con coscienza, anche se in condizioni più difficili, ma abbiamo cercato di metterci ancora una volta dalla parte del visitatore per rendergli la visita piacevole e coinvolgente».

Il museo sarà aperto con il normale orario di sei giorni alla settimana, dalle 10 alle 19, salvo i giorni festivi con un’ora in più. Chiuso il lunedì, aperto per San Ranieri. Per tutto il mese di giugno sarà ad ingresso gratuito. «La mostra “Pisa anni Sessanta” – conclude Bracci Torsi – che era in corso continua e noi abbiamo proseguito per tutto il periodo a lavorare su quelle che saranno le esposizioni autunnali augurandoci di poterle fare. Tra queste la mostra molto importante su De Chirico e la metafisica, ma purtroppo tutto dipende della condizioni generali e non dalla nostra volontà».

Palazzo Blu nel periodo di chiusura ha cercato di mantenere i contatti e fare rete attraverso i social. Quaranta le iniziative messe in campo, anche musicali, molto apprezzate dal pubblico. Ma adesso si riparte lasciando il mondo dei social al suo ruolo tradizionale. —

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