Sicurezza
Cassa integrazione prolungata per i lavoratori della Vitesco
La crisi del settore automobilistico è pesante, ridotti di quasi due terzi gli ordinativi. Gli unici segnali positivi dalla Cina
PISA. Cassa integrazione prolungata per far fronte al calo della produzione e alle incertezze dei mercati.
È questa la misura prevista dall’azienda Vitesco Technologies sulla base delle previsioni che indicano una progressiva ripartenza del mercato automobilistico, ma con volumi molto inferiori a quelli del periodo pre-Covid. La multinazionale attiva nella produzione di iniettori per auto a benzina e diesel, con siti produttivi a San Piero a Grado e Fauglia, ha deciso di prolungare fino agli inizi di settembre la cassa integrazione a rotazione per i circa 1.000 dipendenti impiegati sul territorio pisano.
I numeri dell’attività dopo l’emergenza sanitaria. Attualmente, dai due stabilimenti vengono spediti circa 350 pancali di prodotti rispetto ai 900 che mediamente uscivano dalle due fabbriche lo scorso gennaio. Secondo le stime del colosso tedesco dell’automotive (Vitesco è interamente controllata da Continental), entro la fine dell’anno si produrranno in Europa, mercato di riferimento del marchio, circa 14,3 milioni di euro rispetto ai 21 milioni di veicoli prodotti lo scorso anno.
Il mercato: la speranza arriva dalla Cina. A fronte di un calo consistente degli ordinativi destinati alle fabbriche del Vecchio Continente, progressivamente aumentano invece le richieste da parte delle industrie automobilistiche cinesi. Uno spiraglio, quest’ultimo, che per i prossimi mesi permetterà di mantenere quasi inalterate alcune linee di produzione attive nello stabilimento di Fauglia.
Le strategie per far fronte alla crisi. A fronte delle incertezze dei mercati internazionali, delle produzioni che stentano a ripartire e del crollo degli ordinativi, la società ha deciso quindi di proseguire almeno fino alla fine del mese di agosto con la cassa integrazione a rotazione con il quale è stata inaugurata la fase due. Lunedì prossimo, dopo la scadenza della cassa integrazione prevista dai decreti governativi per affrontare l’emergenza sanitaria, è previsto un incontro tra i rappresentanti aziendali e quelli sindacali per siglare un nuovo accordo per l’avvio di un nuovo periodo di ammortizzatori sociali a cui saranno sottoposti i dipendenti.
Ma non si ferma la ricerca sull’ibrido e l’elettrico. Nonostante i rallentamenti imposti dalla pandemia e dall’emergenza, proseguono i progetti e le attività di ricerca legate allo sviluppo di componenti per auto ibride o elettriche, che gli stabilimenti pisani puntano a realizzare per “uscire” dal maxi-piano di ridimensionamento annunciato lo scorso anno dalla multinazionale che ha previsto centinaia e centinaia di esuberi tra gli stabilimenti di san Piero e Fauglia.
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