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la consigliera regionale 

«Sindaco-rettore, stop liti Ora soluzioni per la città»

francesco loi
«Sindaco-rettore, stop liti Ora soluzioni per la città»

Alessandra Nardini, responsabile Dipartimento nazionale Pd su disuguaglianze e povertà: non si porti Pisa alla depressione, quante bugie sulla moschea

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«Per me è un grande onore, ma sento anche una forte responsabilità. L’acuirsi degli squilibri sociali e l’aumento di vecchie e nuove povertà è il grande tema del nostro tempo», dice Alessandra Nardini, consigliera regionale, da pochi giorni nominata responsabile del Dipartimento nazionale Pd su disuguaglianze e povertà.

Alessandra Nardini, il compito che le ha affidato il segretario nazionale Nicola Zingaretti è uno dei cardini di quelle che dovranno essere le politiche del “nuovo” Pd...

«Permangono evidentissime disuguaglianze sociali, economiche, di genere, di accesso ad istruzione e lavoro, di accessibilità, di diritti e territoriali. Poi penso a quelle generazionali, a quelli della mia età o poco più giovani che lavorano come rider, operatori di call center, nell’edilizia o come corrieri e vivono una disparità di garanzie, salari e tutele intollerabile. L’emergenza coronavirus ha acuito problemi che però esistevano anche prima. Dobbiamo uscire dalla retorica che ridurre i diritti aumenta la competitività, un veleno culturale che ha contaminato anche la sinistra. Non è un caso se negli ultimi anni come Pd e centrosinistra siamo elettoralmente cresciuti nei centri urbani e tra i ceti più benestanti e siamo crollati nelle aree periferiche, tra operai, giovani, inoccupati e precari. Nel nostro Paese, da tempo, si è bloccato l’ascensore sociale. Dobbiamo aggiustarlo».

Società e tensioni, Covid ed economia: a Pisa i fronti caldi sono diversi. Cosa pensa della questione stadio-moschea?

«La giunta Conti ha preso in giro la città utilizzando la questione dello stadio per negare un luogo di culto e di ritrovo ai musulmani. È un’operazione gravissima sotto il profilo costituzionale, politico ed amministrativo, un mix di incompetenza e bugie per cui dovrebbero scusarsi. Per raccattare qualche voto attraverso le pulsioni anti-islamiche rischiano di far saltare tutto, incluso lo stadio e la riqualificazione di Porta a Lucca. Si separino le due questioni, realizzando la moschea, perché la pluralità arricchisce e quello all’esercizio comunitario della fede è un diritto, e lo stadio, che deve essere all’altezza della squadra, dei tifosi e della città, e che deve convivere con il quartiere che lo ospita, per cui bisogna prevedere riqualificazione e migliorie su traffico e vivibilità».

Non da meno, a livello di scontri, quello tra sindaco e rettore sulle lezioni a distanza e gli effetti su parte dell’economia cittadina...

«Bisogna fare di tutto affinché l’Università riparta con il massimo numero possibile di attività in presenza già da settembre, per la qualità della didattica e perché molte attività economiche non reggerebbero. La questione non può ridursi ad un bisticcio sui giornali, va governata. Se mancano spazi per le lezioni in sicurezza, il problema non riguarda solo l’Università: come istituzioni pubbliche sediamoci urgentemente ad un tavolo e troviamone il più possibile. Conti si accorge solo ora dell’importanza degli studenti e dell’Ateneo, ma la città si stava spegnendo, anche culturalmente, prima del Covid per la mancanza di una programmazione adeguata e per la guerra all’idea di una città aperta e vitale. La movida va armonizzata con le esigenze dei residenti, ma una politica ostile alla sua natura di città universitaria rischia di portare Pisa alla depressione». —

francesco loi

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