La manifestazione
«Normativa non chiara e difficile da interpretare»
pisa
«Per le aziende non è stato l’immediato ossigeno che il governo pensava di fornire». Il meccanismo di prestiti garantiti dallo Stato rappresenta un aiuto concreto per migliaia di imprese per risollevarsi nel breve periodo dalla chiusura forzata e per affrontare l’incertezza dei mercati nazionali ed internazionali che, nonostante la graduale ripartenza, mostrano ancora numerose incognite.
La valanga di richieste è stata frenata da un iter farraginoso e lungaggini che hanno permesso, per il momento, di erogare i prestiti solo a circa la metà delle aziende. «Si tratta di un meccanismo di emergenza e quindi non di immediata esecuzione - commenta Chiara Di Sacco, responsabile area sviluppo economico della Cna di Pisa -. Le aziende si sono trovate di fronte ad una serie di problemi dovuti anche ad una normativa non chiara e non di semplice interpretazione. I problemi maggiori sono stati riscontrati soprattutto dalle piccolissime imprese», quelle cioè non strutturate per affrontare un eventuale periodo emergenziale o una crisi che ha travolto l’intero sistema produttivo. «Il meccanismo dei prestiti messo in campo dal governo può funzionare bene ed essere d’aiuto per tantissime imprese soprattutto se affiancato ad altri tipi di aiuto, come ad esempio la momentanea sospensione di alcuni pagamenti - aggiunge Di Sacco -. In questi casi sta dando buoni risultati, ma rispetto alle domande presentate sono state erogate solo il 50% delle richieste. Si tratta di un ritardo importante che certamente non aiuta le imprese ad affrontare questo periodo di difficoltà. Inoltre, la recente conversione del decreto Liquidità in legge se da un lato punta a fornire maggiori aiuti, dall’altro rischia di intasare nuovamente i canali di richieste e quindi allungare ulteriormente i tempi di erogazione dei prestiti». Pochi giorni fa, il decreto con cui il governo ha previsto il sistema dei prestiti garantiti è stato convertito in legge prevedendo una serie di cambiamenti a partire dall’importo massimo interamente garantito dallo Stato (da 25 a 30mila euro). Il piano di ammortamento passa da sei a dieci anni ed è stata allargata la platea dei beneficiari. Possono adesso fare domanda anche gli agenti assicurativi, i birrifici artigianali, le associazioni professionali e le imprese del terzo settore. Modifiche che rischiano però di alimentare i ritardi nella verifica delle pratiche e nell’erogazione delle somme: le imprese che già hanno richiesto l’accesso al prestito o quelle che hanno già ricevuto i fondi, possono adeguare la domanda alle nuove condizioni. Ciò comporterà inevitabilmente un allungamento dell’iter e la sete di liquidità di migliaia di imprese rischia di non essere soddisfatta in tempo. —
D.r.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google