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Moschea a Pisa, Ceccardi (Lega): "Pronta a incatenarmi"

Enrico Rossi e Susanna Ceccardi
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Enrico Rossi e Susanna Ceccardi

Dopo il no alla costruzione del luogo di culto ribadito dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, interviene anche il presidente della Regione, Enrico Rossi: "Calpesta la Costituzione"

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PISA. Il no della Lega alla moschea di Pisa ribadito dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha provocato reazioni. Una su tutte, quella dell'europarlamentare leghista ed ex sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, che dice di volersi incatenare se il Comune guidato dal suo compargno di partito, Michele Conti, prenderà in considerazione un luogo alternativo. Il presidente della Regione, Enrico Rossi (Partito democratico), invece, dice che "Salvini calpesta la Costituzione".

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"Il no di Salvini alla moschea a Pisa è assoluto e netto, che io condivido. Nessuna moschea a Pisa è una promessa che abbiamo fatto agli elettori pisani che ci hanno votato anche per questa nostra posizione chiara». Queste le parole di Ceccardi che aggiunge: "La posizione della Lega è da sempre identica da Milano a Palermo: no moschea. Io raccolgo le firme da 10 anni a Pisa su questa questione e i cittadini si sono affidati a noi, nel 2018, anche perché portavamo avanti questa idea. Nella campagna elettorale che ha portato Conti a diventare sindaco di Pisa era scritto a chiare lettere 'No moscheà. E la linea non cambia. Se l'amministrazione leghista di Pisa prenderà in considerazione un luogo alternativo nel Comune, e non credo lo farà, io sono pronta a incatenarmi. Su questa questione non guardo in faccia il colore politico. E comunque la Lega non vuole moschee".

Secondo Rossi, invece, "Salvini vuole ergersi a paladino della cristianità scagliandosi contro la moschea a Pisa e calpestando la Costituzione", a partire dall'articolo 19 "che sancisce il diritto di professare la propria fede in qualsiasi forma. Il segretario della Lega conculcando questa libertà vorrebbe piuttosto far sussistere forme non controllate di associazione, che potrebbero sconfinare fuori dalla trasparenza e dalla sicurezza. Piuttosto, se Salvini restituisse allo Stato i 49 milioni truffati, essi potrebbero in quota parte essere destinati all'Opera del Duomo per i lavori di manutenzione dello straordinario complesso monumentale della città di Pisa".

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