Gioco
Gli olivicoltori al lavoro «Il prodotto locale va difeso e sostenuto»
L’appello di Antonino Filippo Lonobile e Giorgio Pannelli direttori della Scuola di potatura, a sostegno dei produttori
san giuliano
Anche nei mesi di lockdown, gli olivicoltori della provincia pisana hanno continuato a lavorare per produrre uni dei migliori oli del mondo. Ma vanno aiutati. È necessario «comprare prodotti e oli locali anche se questi costano un po’ di più (aiuteremo l’economia nazionale a non morire), meglio se direttamente dai produttori o dai frantoi più vicini (facendoceli spedire direttamente a casa). E ricordiamoci che gli scaffali dei venditori si riempiono di ciò che noi svuotiamo».
Lo ricordano Antonino Filippo Lonobile e Giorgio Pannelli, direttori della Scuola Potatura Olivo (info@scuolapotaturaolivo.it)che nei monti pisani ha raggiunto livelli di eccellenza.
«Tra le persone che aiutano a riempire gli scaffali del mercatino sotto casa fino alla grande distribuzione, - ricordano - vi sono numerosi operatori che ogni giorno si recano nei campi per raccogliere, seminare e curare terreni e piante in modo da continuare un ciclo molto ben noto agli stessi ma spesso sottovalutato dalla popolazione: scatolette e i fast tutto hanno rivoluzionato un modo di vita anteponendo praticità a Salute a ricchezza del Paese». Lonobile e Pannelli scrivono a nome dell’olivicoltura, cioè di una delle filiere che più di ogni altra rappresenta l’identità agricola nazionale, per essere la maggiore coltura arborea con i suoi 1,2 milioni di ettari distribuiti in tutte le Regioni.
In questi difficili giorni di convivenza con la pandemia che ha assalito il mondo intero trova spazio la figura del Potatore Certificato della Scuola Potatura Olivo (www.scuolapotaturaolivo.it). Il potatore certificato, professionista che conosce ogni aspetto fisiologico della pianta di Olivo nel rispetto assoluto del territorio e del terreno in cui lavora opera da terra con attrezzi telescopici (quindi in totale sicurezza) e a distanza imposta, volente o nolente, dagli impianti stessi (nessun rischio di contagio). Sa applicare la forma di allevamento a vaso policonico che fin dalla sua nascita (primi decenni del ‘900 ad opera del prof. Alfredo Roventini, Molina di Quosa, Pisa), ha palesemente dimostrato di essere l’unica capace di esaltare fino ai massimi livelli il naturale potenziale produttivo, oltre che ridurre al massimo i costi delle operazioni per interventi eseguiti nel massimo rispetto delle esigenze degli alberi. —
antonio scuglia
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