Il dolore
Confcooperative: didattica virtuale ma anche in presenza
PISA
«Consapevoli che la scelta, dettata da motivazioni sanitarie e di tutela della comunità accademica e studentesca, non può non essere rispettata e condivisa, chiediamo però che venga rivista e ripensata integrandola con l’utilizzo di uno schema “blended” che preveda percorsi didattici che integrano l’utilizzo di aule virtuali e aule in presenza». Anche il comitato pisano di Confcooperative, attraverso la presidente Grazia Ambrosino, per la decisione del rettore Paolo Mancarella, presa in seduta congiunta dal Senato Accademico e dal consiglio d’amministrazione dell’Università, che prevede di aprire il prossimo anno accademico con tutte le lezioni frontali del primo semestre erogate a distanza attraverso le piattaforme telematiche.
«Come per altre categorie di imprese - si legge in una nota - anche le cooperative associate potrebbero subire un contraccolpo alla sostenibilità di impresa in tutti i settori, dall’accoglienza alla ristorazione, dalle librerie e tipografie a molti altri servizi generati dall’indotto universitario. Il rischio è che le stime di perdite di posti di lavoro già alte a causa del Covid-19 diventino su Pisa di immani conseguenze azzerando un tessuto produttivo».
«L’utilizzo di più canali di comunicazione, aula e rete, nonché l’organizzazione di una didattica contingentata come avverrà presso l’Ateneo di Firenze, potrebbe permettere - prosegue Confcooperative - la non discriminazione degli studenti che rimangono fuorisede a causa della pandemia, ma nello stesso tempo di non annichilire quel tessuto sociale studentesco che da sempre caratterizza la cultura, la vita sociale ed economica della città di Pisa».
«In questa crisi - conclude la nota - le politiche educative ed i servizi connessi, a partire da asili, scuole elementari e superiori, fino ad arrivare alla lifelonglearning, hanno subìto un’implosione generando non pochi danni alla crescita delle persone, non ultima quindi anche la preoccupazione, come comunità di genitori, dell’aspetto pedagogico nella crescita dei giovani, come cittadini dotatati di senso critico, che il periodo di socialità e convivenza in una città come Pisa può e deve esprimere». —
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