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Pisa

Perplessi e sorpresi per una scelta che esclude le eccellenze italiane

Sabina nuti Luigi ambrosio
Perplessi e sorpresi per una scelta che esclude le eccellenze italiane

Il direttore della Normale e la rettrice della Sant’Anna dopo l’esclusione: «Formazione, ricerca e carriere non possono non essere considerate»  

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l’intervento

Abbiamo già espresso con lettere indirizzate al management di QS Quacquarelli Symonds la nostra perplessità riguardo all’esclusione della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna dalla classifica generale QS World University Rankings 2021. Ci è stato spiegato che, da quest’anno, non saranno incluse le università che non rilasciano il titolo di laurea: gli studenti normalisti e santannini conseguono infatti il diploma di laurea presso l’Università di Pisa e, nell’ambito delle scienze politiche e sociali della Scuola Normale Superiore, presso l’Università di Firenze. Si sottolinea inoltre che, in particolare, la Scuola Superiore Sant’Anna eroga un titolo congiunto per ben 7 percorsi di laurea magistrale con le università di Pisa, Trento e Firenze, contribuendo al 50 per cento di questi percorsi. Prendiamo atto di una scelta così sorprendente, alla luce del fatto che è arrivata dopo molti anni in cui eravamo conteggiati, auspicando un ripensamento negli anni a venire. Altrettanto sorprendente è quanto si dichiara nel comunicato stampa QS World University Rankings 2021: “le Università devono essere pluridisciplinari e attive in almeno due macro aree di studio”, perché Normale e Sant’Anna coprono entrambe più di due macro aree di studio. In generale, continuiamo a ritenere che si debba giudicare il livello di un ateneo dalla preparazione del suo corpo docente, dall’impatto degli studi dei professori e dei ricercatori nella letteratura scientifica, dai risultati della ricerca, dall’internazionalizzazione, dai successi che conseguono gli studenti nelle carriere professionali: tutti criteri che fanno della Scuola Superiore Sant’Anna e della Scuola Normale Superiore due punti di riferimento nella preparazione universitaria del nostro paese. Ogni anno migliaia di studenti da tutta Italia e qualcuno dall’estero partecipano al concorso di ammissione della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna per diventarne allievi. Lo fanno perché riconoscono nelle nostre istituzioni le “palestre” ideali per sviluppare il loro talento, e continueranno a farlo quest’anno e nei prossimi, indipendentemente dalla presenza nel ranking generale QS World University Rankings. — Sabina nuti

Luigi ambrosio



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