Il Tirreno

Pisa

Maleodoranze: su 199 segnalazioni nel 2019 ben 154 dal litorale

I dati forniti da Arpat: Calambrone e Tirrenia le aree più critiche dell’intera provincia 

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sos ambiente

Se Pisa si deve accontentare a livello regionale della medaglia d’argento sul territorio provinciale Calambrone sbaraglia la concorrenza e sale di diritto sul podio. Ma, attenzione, la gara è si quelle dove sarebbe meglio per la salute arrivare ultimi e non primi. È infatti la classifica territoriale stilata da Arpat per numero di segnalazioni arrivate per cattivi odori che sono o possono essere la spia di situazioni di inquinamento anche gravi e che, in ogni caso, compromettono la qualità della vita delle persone.

Ebbene l’agenzia per la protezione ambientale della Toscana indica Pisa come seconda provincia Toscana per numero di segnalazioni di maleodoranze. E Calambrone insieme a Tirrenia come prima località in provincia per “puzze” segnalate. Calambrone e Tirrenia sono «la zona del litorale che registra il maggior numero di segnalazioni per cattivi odori provenienti dal confinante territorio livornese e di Stagno, nel Comune di Collesalvetti, dove si trovano numerose attività petrolifere (raffineria Eni, vari depositi di stoccaggio, ecccetera)» scrive Arpat che ha raccolto nel 2019 154 esposti (67 dei quali solo nel periodo luglio-settembre, ma le segnalazioni arrivano abbondanti nel corso dell’intero anno). Basti pensare che sull’intero territorio provinciale le segnalazioni nel 2019 sono state 199.

Le segnalazioni sono «riferite il più delle volte ad idrocarburi – continua la nota di Arpat –; il periodo estivo è ovviamente quello più critico: ai normali cattivi odori si aggiungono, infatti, le elevate temperature che aumentano le criticità, incrementando la vita all’aperto e costringendo a tenere aperte le finestre delle abitazioni». Anche per questo l’agenzia non ha mai smesso la propria attività di sopralluoghi e verifiche «effettuate in sinergia tra i dipartimenti Arpat di Pisa e Livorno per verificare lo stato degli impianti e promuovere azioni di miglioramento, anche mediante specifiche prescrizioni negli atti autorizzativi per le aziende interessate».

Ma sono anche altre le situazioni critiche all’interno dei confini comunali di pisa. Due quelle messe in risalto da Arpat. Intanto la zona di San Piero a Grado «che nel periodo di settembre è stata oggetto di forti maleodoranze dovute allo spandimento di coincimi prodotti a partire da rifiuti, fortemente odorigeni, provenienti da un impianto della Lombardia». Ben 15 le segnalazioni ad Arpat in pochi giorni. Ma la situazione è andata risolvendosi con «l’interruzione dello spandimento, imposta con ordinanza del sindaco richiesta anche da Arpat e dalla Asl» ricorda l’agenzia. Problemi poi sono stati registrati a Ospedaletto «con frequenti maleodoranze imputabili a più fonti» tra cui, prevalentemente, un impianto di gestione e trattamento rifiuti nella zona e altre attività produttive. Situazioni rispetto alle quali Arpat è intervenuta per promuovere una soluzione a cominciare dall’individuazione di una diversa area di stoccaggio dei materiali destinati all’impianto dei rifiuti. –

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di Redazione web