Il Tirreno

Pisa

Il Comune: «L’iter della variante va avanti. Per la moschea valutiamo di fare ricorso»

Danilo Renzullo
Il rendering del progetto della Moschea che la comunità islamica vorrebbe realizzare nell’area di via del Brennero a Porta a Lucca
◗
Il rendering del progetto della Moschea che la comunità islamica vorrebbe realizzare nell’area di via del Brennero a Porta a Lucca

Il sindaco rassicura sulla nuova Arena e cerca il dialogo con la comunità islamica ma studia le carte per il Consiglio di Stato

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il percorso per la riqualificazione dello stadio prosegue senza intoppi: la variante va avanti in tutte le sue parti, tranne quella sulla moschea. Ci riserviamo di presentare un ricorso al Consiglio di Stato, ma siamo pronti a dialogare con la comunità islamica per cercare una soluzione, alternativa a Porta a Lucca, per la costruzione del luogo di culto». È il sindaco Michele Conti ad indicare, passo dopo passo, il percorso che l’amministrazione comunale si accinge a percorrere dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione culturale islamica di Pisa riconoscendo il diritto a realizzare la moschea sul terreno di sua proprietà che il Comune ha invece destinato a parcheggi.

Tre le azioni individuate da Palazzo Gambacorti per adeguarsi alla sentenza del tribunale amministrativo e, parallelamente, assicurare la concretizzazione dell’atto che pone le basi per la riqualificazione dell’Arena Garibaldi. «La variante va avanti e diventerà effettiva in tutte le sue parti, tranne quella annullata dal Tar che riguarda la moschea – spiega il primo cittadino –. Il percorso per la riqualificazione dell’Arena Garibaldi prosegue senza intoppi. L’associazione islamica non può però chiedere i permessi a costruire: il progetto presentato contrasta con il regolamento urbanistico. Le soluzioni ipotizzabili sono due: eseguire totalmente la sentenza, abdicando ad un potere regolatorio del Comune e far procedere alla realizzazione della moschea in via del Brennero o spiegare che l’area in questione non è idonea alla costruzione di un edificio di culto e che il Comune consentirà la realizzazione della moschea in un’altra area, da individuare di comune accordo con la comunità. Su questo punto sono disponibile ad un confronto con i rappresentanti della comunità islamica, per arrivare ad una soluzione condivisa».
Conti non esclude un ricorso al Consiglio di Stato. «Rispettiamo la sentenza del Tar, ma ci riserviamo di valutare il ricorso al Consiglio di Stato. Di solito – specifica – le amministrazioni ricorrono in tutti i gradi di giudizio».
Se l’iter per la riqualificazione dello stadio non dovrebbe quindi subire intoppi, né ritardi (non saranno necessari altri passaggi in commissione consiliare o in consiglio comunale), il percorso per la realizzazione del luogo di culto islamico appare invece ancora un miraggio. Il progetto deve essere in parte modificato e, evidenzia Daisy Ricci, dirigente del settore urbanistica, «probabilmente ridimensionato».
L’unica certezza, per il momento, è la separazione dei due percorsi: l’iter per la ristrutturazione dell’Arena da una parte e quello per la realizzazione della moschea dall’altro. «La variante non doveva essere uno strumento limitato al rifacimento dello stadio, ma un’occasione di riqualificazione dell’intero quartiere – spiega l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli –. Dagli studi fatti sono emerse varie criticità, legate soprattutto alla mobilità, che rendevano inammissibile aumentare i carichi urbanistici soprattutto lungo l’arteria di accesso di via del Brennero. L’area della moschea è rientrata in un più ampio piano che, insieme a una rete di parcheggi e aree a verde diffusa e vari altri interventi, aveva lo scopo di aumentare la vivibilità del quartiere. Portare avanti due varianti (una per lo stadio, un’altra per l’eliminazione della previsione del luogo di culto, ndr) sarebbe stato un lavoro inutile e per questo sono state unificate. Il nostro scopo resta quello di aumentare la vivibilità del quartiere, decongestionarlo, sviluppare la mobilità dolce e le zone verdi».
«La variante, escluso il sedime della moschea, resta invariata» conferma l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa, che respinge e rimanda ai mittenti gli attacchi politici conditi dalle richieste di dimissioni. «Chi è contro la variante stadio è contro la città – dice –: chi ha gioito per la sentenza del Tar non ha portato un attacco all’amministrazione, ma alla città. L’opposizione fa il suo lavoro, ma al gruppo consiliare del Movimento 5 stelle vorrei ricordare che un suo esponente ha votato in commissione a favore dell’intera variante». –
 
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.38927229:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2020/06/04/news/khalil-il-sindaco-unico-interlocutore-vogliamo-tempi-certi-e-proposte-concrete-1.38927229]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa