Gioco
Il caso Verdi: «A quando la ripartenza e le garanzie per i lavoratori del teatro?»
pisa
«Che cosa sta succedendo al Teatro Verdi?». Se lo chiedono i rappresentanti del sindacato Cobas del settore lavoro privato con Sandro Giacomelli.
«La situazione di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo è sempre più drammatica: a differenza di altre categorie che hanno avuto visibilità, i cui problemi sono emersi nel corso dei tre mesi di chiusura e a cui, in maniera frammentaria e spesso inefficace, si è tentato di dare una risposta anche di prospettiva, per questi lavoratori e lavoratrici è calato un silenzio assordante, rotto solamente dalle iniziative che sono state finalmente organizzate nelle ultime settimane, con assemblee spontanee e autorganizzate tra lavoratrici e lavoratori di teatri dell’intero territorio nazionale, e culminate nella manifestazione nazionale di sabato scorso, 30 maggio» ricorda il sindacalista.
In piazza c’erano attori ma anche «tutte le figure che permettono l’allestimento degli spettacoli teatrali e musicali» cioè tecnici di palco, elettricisti, macchinisti, costumisti, truccatori, personale di sala e biglietteria «molti dei quali sono stagionali, una forma di precariato istituzionalizzato previsto dal contratto nazionale che in questa situazione eccezionale ha mostrato tutte le contraddizioni che si porta dietro, dividendo di fatto lavoratori a tempo indeterminato dagli “stagionali”, che sono in sostanza precari intermittenti» continua Giacomelli.
«Questa disomogeneità di trattamento si è evidenziata anche tra i dipendenti/lavoratori della Fondazione Teatro di Pisa, in cui lavoratori stabili hanno ricevuto, oltre al FIS, garanzie in merito alla ripresa delle attività (tra cui quella estiva annunciata dall’Assessore Magnani, ma di cui ancora non si conoscono le proposte concrete per la messa in atto di tale attività), mentre gli “stagionali”, precari intermittenti, sono al momento del tutto dimenticati, senza alcuna prospettiva, in attesa di conoscere le sorti del Teatro Verdi di Pisa e quindi la propria. I problemi di bilancio già emersi nei mesi scorsi potrebbero essere ulteriormente aggravati se non emergerà a breve un piano di rilancio delle attività teatrali, in cui il Comune investa con convinzione, salvando un’istituzione culturale fondamentale per la città e al contempo le decine di lavoratori e lavoratrici che da anni lavorano come dipendenti della Fondazione».
Il sindacato chiede quindi al Comune quali impegni «intende assumere per il futuro del Teatro Verdi, e dunque dei dipendenti a tempo indeterminato e “stagionali”». —
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