Lutto
Di Maio: «Per ora teniamo botta, i problemi maggiori ci saranno nel 2021»
Il sindaco di San Giuliano: «Per i conti di tutti i Comuni enormi difficoltà subentreranno quando riscuoteremo l’Irpef dell’anno in corso»
SAN GIULIANO. Per inquadrare meglio Sergio Di Maio occorre riavvolgere il nastro dei ricordi di oltre un anno. Sei persone intorno al tavolo della pizzeria “Controcorrente” a Colignola, mancano poco più di due settimane alle elezioni amministrative, ma il brindisi per il primo cittadino uscente candidato al secondo mandato non è di “in bocca al lupo”. Ha già il retrogusto del successo, della vittoria. È da poco passata la mezzanotte nella piccola frazione di San Giuliano Terme e Di Maio “si sbraca”: «Vi lancio una sfida-scommessa – dice, rivolto agli altri commensali –: su questo tovagliolo (di carta, ndr) scrivo la percentuale con cui sarò confermato sindaco al primo turno. Tenetelo da parte, lo controllerete a risultati ufficiali». Dopo vari commenti che lasciavano intravedere un ottimismo troppo sfrenato da parte del candidato del centrosinistra («La destra preme troppo, l’effetto Salvini-Ceccardi-Conti si farà sentire», «Impossibile evitare il ballottaggio»), c’è chi quel tovagliolo lo custodì davvero, gelosamente, fino allo spoglio delle urne. Vi era riportata una forbice molto stretta, che andava dal 53 al 55%. Ebbene, Di Maio riuscì effettivamente ad imporsi al primo turno (tornando quindi a sedersi sullo scranno del terzo comune della provincia per numero di abitanti, quasi 32mila, il primo guidato da un esponente del centrosinistra), e con la percentuale del 54,05%. Previsione centrata in pieno, dunque. La morale di tutto questo? Un sindaco che conosce bene la comunità che amministra, che la vive e che la ascolta.
Ma era davvero convinto di vincere con quei numeri (complessivamente 9.537 voti) oppure quella sera in pizzeria si trattò di un azzardo?
«Ero assolutamente convinto. Nel mio primo mandato ho sempre svolto il ruolo di sindaco “on the road”. Conosco perfettamente i miei concittadini. Pensi che nei primi cinque anni sono arrivato a ben 4.981 ricevimenti vis-à-vis in municipio, oltre a tutti quelli fatti occasionalmente per strada. Ogni mattina, prima di entrare in Comune, è come il primo giorno di lavoro o di scuola e lo affronto con il massimo dell’impegno. Prima di rapportarmi coi miei collaboratori e con gli uffici sono abituato a girare una parte di territorio. Le faccio un esempio: l’altro giorno sono andato a fare benzina allo scooter e il gestore del distributore mi ha segnalato che nelle vicinanze si era bruciata una lampada dell’illuminazione pubblica. Gli ho fatto presente che avevo già inviato una mail al servizio comunale, ma lui non ci ha creduto e ha voluto vedere la mail sul telefonino. Non pensava che me ne fossi accorto prima di lui».
Come riparte e come farà ripartire il suo territorio dopo l’emergenza sanitaria?
«Riparto ovviamente dai miei cittadini. Mi mancano come l’aria. Mi manca il rapporto con loro, mi mancano gli incontri pubblici. Poi, ci sarà ovviamente da riscrivere l’intero bilancio, che soffre e, soprattutto, soffrirà della crisi post-pandemia. Nell’anno in corso, grazie all’avanzo d’amministrazione che siamo riusciti ad accantonare e ai trasferimenti statali per l’emergenza, riusciremo sicuramente a tenere botta. Il problema, non solo per noi ma per tutte le amministrazioni locali, sarà il 2021, quando cioè riscuoteremo l’Irpef del 2020, con un’ulteriore perdita di gettito».
Ce la farete a mantenere inalterati i servizi e a garantire qualche investimento?
«Certo che sì. A breve partirà la gara per il project financing della pubblica illuminazione, con cui andremo a sostituire ben cinquemila corpi illuminanti in tutto il comune (“San Giuliano cambia luce” sarà il nostro motto). Poi, sostituiremo le centrali termiche e i quadri elettrici nelle scuole (in cui sarà attivato il telecontrollo), realizzeremo due rotatorie (alla farmacia Mugnaini e alla Lidl a Ghezzano), continueremo il lavoro sulle fognature ad Arena Metato e inaugureremo presto la caserma dei carabinieri di Pontasserchio». —
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.38932510:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2020/06/05/news/tornare-alla-vita-dove-si-e-gia-rinati-dopo-il-1944-1.38932510]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
