La manifestazione
Pisa, le associazioni attaccano: «L'ordinanza anti-alcol è stata un fallimento»
Bocciata la linea del sindaco: «Il fenomeno della malamovida non si combatte chiudendo i locali e lasciando campo libero all’alcool venduto dagli abusivi»
PISA. «Un fallimento completo». È il giudizio di Confcommercio e Confesercenti dopo il primo week end in cui è entrata in vigore l’ordinanza firmata dal sindaco Michele Conti per regolare la movida nella fase 2 dell’emergenza coronavirus. Le associazioni di categoria bocciano l’asporto di alcolici vietato dalle 19 e la chiusura alle 24 delle attività nel centro storico, così come l’ingresso in piazza Vettovaglie e Sant’Omobono solo se si ha un tavolo prenotato. Per questo chiedono un incontro col sindaco e di partecipare al tavolo per l’ordine pubblico in prefettura.
«Abbiamo chiesto al sindaco un incontro urgente – annuncia il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli –. Lo spettacolo che abbiamo visto è allarmante: forze dell’ordine e polizia municipale in assetto da guerra contro i locali in regola e a qualche decina di metri assembramenti ovunque e alcool rifornito grazie al mercato illegale degli abusivi. In questo fine settimana abbiamo avuto un assaggio di quello che accadrà a Pisa quando molti locali saranno chiusi definitivamente».
«È sempre il solito discorso: si aggrediscono con il pugno di ferro le attività commerciali con i gestori ben identificabili e si tollerano gli abusivi di ogni sorta», ribadisce il presidente provinciale Fipe Confcommercio Alessandro Trolese –. Questa chiusura anticipata è una tegola per molte attività, mentre per debellare alla radice la malamovida bisogna mettere fine agli abusivi che spacciano alcool nei cestini delle bici o nelle borse frigo, che vanno a rifornirsi presso magazzini senza insegne e minimarket che ignorano i divieti. Così non si verrà mai a capo».
«Purtroppo siamo stati buoni profeti – afferma Simone Romoli responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord –: le ordinanze sono state un fallimento completo. La colpa della mala movida non è dei gestori dei locali: il caos è scoppiato oltre l’orario di chiusura con il centro storico invaso da venditori abusivi di bevande alcoliche e assembramenti soprattutto in piazza dei Cavalieri Questo accade quando si sceglie di non coinvolgere le associazioni di categoria e quindi gli operatori sul campo. Errore che si sta per ripetere: per giovedì il prefetto ha annunciato la convocazione di una riunione del comitato dell’ordine pubblico e della sicurezza, ancora una volta senza la presenza delle associazioni di categoria».
«Chiudere i locali alla mezzanotte vuol dire lasciare centinaia di giovani senza punti di riferimento, in assenza di controlli, ed in balia dei venditori abusivi – aggiunge Massimo Rutinelli, presidente del sindacato pubblici esercizi Fiepet Confesercenti Pisa –. Ribadiamo come sia fondamentale restare aperti fino alle 1 e far partire i controlli del territorio dal momento della chiusura. Dobbiamo intervenire per ribaltare il senso dell’ordinanza e diciamo no a ipotesi fantasiose di spostare la movida ad esempio ai Vecchi Macelli». —
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