Gioco
«I libri di mia figlia ostaggio nella scuola: andiamo avanti con una stampante»
La denuncia della mamma di una bimba che frequenta la primaria del Galilei: «Il materiale scolastico fermo nelle aule dal lockdown»
LA lettera
Sono la madre di una studentessa che frequenta una classe quarta alla scuola primaria facente parte dell’istituto comprensivo “Galileo Galilei” di Pisa. Vorrei esprimere la mia profonda delusione relativamente al comportamento che la dirigenza ha tenuto durante il periodo di emergenza Covid.
Tutto ha avuto inizio giovedì 5 marzo quando mia figlia, uscendo da scuola, mi ha detto che probabilmente dal giorno successivo sarebbe stata chiusa, come poi confermato dal presidente del consiglio. I primi giorni sono passati nel caos assoluto perché non sapevo come poter gestire a casa la bambina, sia io che mio marito eravamo sempre in servizio a tempo pieno quindi mi sono affidata a nonni, zii e amici poi, dal 12 marzo anche io ho iniziato il “lavoro agile”.
Durante la settimana sopradetta mi sono resa conto che tutti i libri di testo e quaderni erano rimasti a scuola in quanto mia figlia frequenta un tempo pieno quindi io, e anche altri genitori, abbiamo chiesto subito alla rappresentante di contattare la dirigente per poter prendere il materiale visto che in quei giorno il personale era sempre in servizio. A questa domanda è stato risposto di pazientare in quando l’istituto si stavano organizzando e che ci avrebbero fatto sapere quanto prima: risposta mai pervenuta.
Nel mentre le maestre hanno iniziato a fare la didattica a distanza e non essendo in possesso dei libri ho dovuto comprare una stampante, fogli e toner e iniziare a stampare le schede giornaliere assegnate pensando e sperando che fosse una situazione provvisoria: così non è stato.
Prima dalla dirigenza dell’Istituto non è arrivata nessuna novità, poi abbiamo registrato una chiusura totale. Nel mese di aprile la nostra rappresentante, per le vie brevi, ha contattato nuovamente la dirigente per il ritiro dei libri. Le è stato risposto così: visto che tutto era stato chiuso per potere prendere il materiale, si doveva contattare la Protezione Civile che, a mio avviso, in quel momento aveva cose molto più urgenti a cui pensare quindi ho pazientato ancora.
Nel mentre continuavo a comprare toner, fogli e colla.
Arrivati al 4 maggio, con l’allentamento delle misure restrittive, ho pensato ingenuamente che, viste le numerose richieste, i libri ci sarebbero stati consegnati in brevissimo tempo. Invece ancora una volta c’è stato il silenzio più assoluto.
L’8 maggio, esasperata, ho scritto una mail alla segreteria dell’Istituto Comprensivo Galilei per chiede lumi sulla consegna di questi libri ma anche la richiesta scritta è stata ignorata, come anche un Pec inviata successivamente. Ho iniziato a lamentarmi di questo comportamento a mio giudizio molto maleducato sul gruppo genitori, informando che ha breve avrei fatto una lettera al giornale, e la sera stessa è apparsa la risposta della dirigente dell’Istituto che diceva che proprio quel pomeriggio era stata consegnata una parte di merce per la protezione del personale e che a breve avrebbe contattato la rappresentante per concordare il giorno del ritiro del materiale.
Finalmente mercoledì 27 maggio la dirigente contatta la rappresentante di classe per dirle che è molto complicato accedere ai locali della scuola, infatti tra l’ingresso di un genitore e un altro dovevano passare 20 minuti e inoltre voleva avere l’elenco di tutti i materiali giacenti nell’edificio scolastico e l’elenco dei genitori che avrebbero ritirato i materiali, peccato che in questa comunicazione non abbia specificato il giorno per l’effettuazione dell’operazione.
Sulla scia di questa comunicazione la rappresentante ha scritto alla dirigente chiedendo di indicare il giorno, l’ora e che tutto il materiale fosse consegnato a lei perché avremmo provveduto privatamente alla divisione. Anche per questa richiesta non c’è stata risposta.
Personalmente sono molto delusa dal comportamento tenuto dalla dirigenza dell’Istituto Galilei. In un momento così difficile e delicato per tutti io – e come me molti altri – ho cercato di fare del mio meglio per supportare le maestre e la scuola nella didattica a distanza, ho comprato la stampante per garantire che mia figlia facesse i compiti assegnati e non rimanesse indietro con il programma mentre da parte dell’istituto ho visto disinteresse. Quello che mi disturba maggiormente, concludendo, è il fatto che non si risponda alle mail quando oggi molti lavorano in modalità “agile” e questo è l’unico strumento per mantenere i contatti con l’esterno. Inoltre, non vedo la volontà della dirigenza a trovare una soluzione alla problematica sollevata. —
Serena Cortecci
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