Il Tirreno

Pisa

«Diceva “abbiamo troppo” e insegnava umiltà e educazione»

Il dottor Luca Morelli racconta il percorso ventennale accanto a Mosca «Faremo di tutto per onorare i suoi insegnamenti e la sua fiducia» 

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la lettera

«Ho avuto una vita molto fortunata, perché ho potuto realizzare quello che avevo desiderato fare fin da giovane, anzi giovanissimo»; ed ancora: «ho dedicato la mia vita alla chirurgia e all’insegnamento della chirurgia, cercando di individuare allievi in gamba, valorizzarli ed impegnarmi affinché crescessero e potessero fare meglio di me…». Sono le parole di esordio del professor Mosca, nel rispondere ad un giornalista che lo intervistava, in quanto promotore e organizzatore del Festival Internazionale della Robotica. Diceva ancora: «Abbiamo troppo, viviamo nella civiltà del troppo, dovremmo essere consapevoli della fortuna che abbiamo avuto e rispondere con la disponibilità ad aiutare gli altri meno fortunati di noi…». Credo che in queste poche parole, si riassuma la grandezza dell’uomo, di una persona forte e determinata, tenace e instancabile, acuta ed attenta agli altri. Il Professor Mosca è stato senza dubbio un grande, un riferimento assoluto per molte generazioni di studenti, infermieri, specializzandi, chirurghi, accademici, pazienti, politici, imprenditori, associazioni di volontariato e come direbbe lui, “finché ce n’è” …

Il Professore era un chirurgo formidabile, un capo carismatico, ma soprattutto un vero “Maestro” di vita, prima ancora che a livello professionale. Il Professore insegnava prima di tutto l’umiltà e l’educazione, insegnava come comportarsi con i pazienti, con i colleghi, in privato e in pubblico, insegnava a ringraziare, ad essere riconoscente, a essere seri, affidabili, determinati, coraggiosi, faceva sentire “protezione”, sapeva motivare. Il Professore spingeva a voltarsi anche indietro, verso i più deboli, verso chi ha avuto meno fortuna e ad aiutare… Poi, ovviamente, insegnava la medicina e la chirurgia, come pochi al mondo avrebbero potuto fare,. Ora che non c’è più, ripenso al lungo percorso fatto insieme, in oltre 20 anni di lavoro accanto a lui. È stata un’avventura entusiasmante, iniziata da studente, quando lo vedevo distante, con ammirazione, come un gigante inarrivabile e proseguita poi tra notti insonni, trapianti, chirurgia di altissimo livello, innovazioni tecnologiche, ricerca, fino all’essergli sempre più vicino ed a stringere, a un certo punto, un rapporto che è andato ben oltre il semplice lavoro. Così, negli ultimi 8-10 anni ci siamo trovati sempre più, a condividere quotidianamente idee, progetti e consigli, per portare avanti la sua scuola ed i progetti della sua Fondazione. Non ci sarà un altro Franco Mosca. Spero però, anzi sono convinto, che rimarrà molto di lui, grazie all’esempio ed ai molti insegnamenti che ha lasciato, che sono alla fine l’eredità più importante. Grazie per tutto quello che ci ha dato ed insegnato, faremo di tutto per onorare i Suoi insegnamenti e la Sua fiducia.

Luca Morelli

Prof.associatodi Chirurgia Generale

Sd-Chirurgia

generale Aoup



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