Attenzione
«Con lui la città ha raggiunto livelli difficili da mantenere»
pisa
Dalla sanità alla politica. Dal mondo accademico a quello associativo. La città si unisce nel ricordo del professor Mosca. «Luminare della medicina e della chirurgia, aveva una grande intelligenza ed un grande cuore che gli avevano fatto cogliere il senso più profondo del dono ricevuto di tanta sapienza e maestria medico-chirurgica grazie alla quale ha salvato molte vite», ricorda Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris. «Un grande professionista, un uomo pieno di energie che metteva a disposizione del prossimo anche e soprattutto nell'attività solidaristica. Era molto legato a Pisa, la città dove aveva studiato e dove si è sviluppata la sua brillante carriera», sottolinea l’ex sindaco e parlamentare Paolo Fontanelli. «Ci mancherà moltissimo», le parole del presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai. «La Scuola Sant’Anna - sottolinea la rettrice Sabina Nuti - si unisce al dolore ricordando il valore di alcune parole chiave che hanno guidato l’azione di Mosca. La competenza e il merito come solide basi della collegialità per la formazione universitaria; innovazione tecnologica e medicina che hanno portato Mosca a spaziare nei suoi interessi. Per Mosca, questa capacità si è trasformata nella possibilità di migliorare e salvare la vita a numerosi pazienti, intuendo tra i primi le potenzialità della robotica applicata alla chirurgia». «Per Pisa è una grave perdita» aggiunge Stefano Ghilardi, presidente degli Amici di Pisa. Grande cordoglio è stato espresso dall’ex prefetto Francesco Tagliente. «Se ne va una delle menti più brillanti della medicina italiana per genialità e innovazione - dice il presidente della Fondazione Italia in salute Federico Gelli -. Mancherà tanto a tutti». «Ricorderò sempre una persona che ha saputo scommettere e investire su Pisa e la sua sanità, farne punto di riferimento nel settore dei trapianti, ma anche il cuore dell'innovazione e il crocevia delle migliori energie in circolazione - evidenzia il consigliere regionale Antonio Mazzeo -. Spiace che nell'ultimo anno Pisa avesse voltato le spalle mettendo fine all'esperienza del Festival della Robotica. Un appuntamento che, da oggi, avremo un motivo in più per riuscire a recuperare e organizzare in suo onore». «La sua scomparsa è un brutto colpo - ricorda l’ex sindaco Marco Filippeschi -. La sua fama di chirurgo era grande, ma ho capito meglio chi fosse e quanto Pisa fosse fortunata ad essere la sua città d’adozione quando lo ho avuto come interlocutore da sindaco. L’ospedale, l’Università e la Toscana devono alla sua creatività, alla sua tenacia e alle sue capacità manageriali la realizzazione del centro-trapianti e dei suoi primati. Pisa, grazie a lui, ha raggiunto livelli che ora sarà difficile mantenere. C’è da essere contenti e riconoscenti per quello che ha saputo fare e donare, mentre sentiamo un grande dolore per questa perdita». «Sono profondamente addolorato, la sua scomparsa mi rattrista - commenta Maurizio Mian - e lascia un vuoto enorme.È sempre stato un grande amico della mia famiglia». —
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