La cura degli economisti «Reddito di cittadinanza e modello da ripensare»
Pisa
«Occorrono subito ammortizzatori sociali per sostenere il reddito dei lavoratori del settore alberghiero». I primi a sostenere la necessità di un intervento statale non sono le imprese e le associazioni di categoria ma gli economisti. Sia Simone D’Alessandro dell’Università di Pisa, sia Nicola Bellini della Scuola superiore Sant’Anna sono concordi: «Sperare che il turismo nazionale sostituisca quello degli stranieri è una pia illusione: serve lo Stato».
D’Alessandro parla senza mezzi termini di «reddito di cura o reddito di cittadinanza per gli operatori turistici». Soldi ai lavoratori dunque e con un motivo: «Non stiamo parlando di persone che investono o portano i soldi all’estero. Sono lavoratori che spendono in città, nei negozi, insomma nell’economia locale». «Gli ammortizzatori sociali sono l’unica soluzione – aggiunge Bellini –. Senza l’intervento statale il problema diventerà sempre più complesso e si estenderà».
E per il futuro? Gli economisti sostengono che il sostegno immediato ai redditi debba essere accompagnato a un cambiamento del modello di business. «Il turismo low cost su Pisa ha danneggiato tutta la Toscana – afferma Bellini –. Occorre rinnovare l’offerta con prodotti sostenibili e di qualità come, ad esempio, puntare sul modello del Museo delle navi Romane, attività culturali, valorizzare i monti pisani e le zone vinicole». «È un momento in cui si devono fare scelte che valorizzino l’esperienza della pandemia – conclude D’Alessandro –. Abbandoniamo l’idea che sopravvivano due aeroporti in Toscana e puntiamo, come per altro chiede l’Europa, su crescita verde e innovazione climatica e sociale». —
G.B.
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