Il Tirreno

Pisa

L'INCHIESTA

Frode e contrabbando nel settore dei carburanti: arresti e sequestri milionari

Frode e contrabbando nel settore dei carburanti: arresti e sequestri milionari

Operazione della Guardia di finanza di Pisa: venti le misure cautelari. Uno degli intercettati: "Mica vendo le mozzarelle, faccio il contrabbandiere"

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PISA. Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere (una) e ai domiciliari (undici), altre 8 misure personali tra obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria pi il sequestro di tre società, 20 conti correnti, 103 veicoli tra auto, rimorchi, cisterne e moto per un valore di 14 milioni di euro, sono il bilancio di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e coordinata dalla Procura di Pisa, che ha scoperto una maxi frode nel settore del contrabbando di carburanti. Ipotizzati a carico degli indagati,a vario titolo, anche i reati associazione a delinquere, autoriciclaggio e ricettazione. Le misure cautelari sono state eseguite a carico di soggetti residenti in provincia di Napoli, Caserta, Prato e Livorno. Le Fiamme gialle hanno stimato in circa 10 milioni di litri di sottratti all'accisa evasa per 6,5 milioni di euro. Uno dei depositi in cui veniva miscelato il gasolio con olio grezzo era a Crespina.

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"Mica vendo le mozzarelle, faccio il contrabbandiere". C'è anche questa frase, esplicita, intercettata al telefono e pronunciata da quello che gli inquirenti ritengono il capo della banda, agli atti dell'inchiesta che ha scoperto una maxi frode sui carburanti per non pagare l'accisa e che ha portato all'esecuzione di 12 misure cautelari, tra arresti in carcere e ai domiciliari a carico dei vertici di un'organizzazione contro cui procura di Pisa, GdF e Agenzia delle Dogane contestano anche il reato di associazione a delinquere. In nove mesi di indagini la procura ha accertato un'evasione dell'accisa par circa 6,5 milioni di euro. "Al danno erariale gi accertato - ha spiegato il procuratore, Alessandro Crini - si deve aggiungere l'ulteriore mancato introito per lo Stato dovuto alla mancata corresponsione dell'Iva, e il pericolo potenziale per l'ambiente e i mezzi di trasporto che sono stati riforniti con un prodotto illegale".

La banda, hanno concluso gli inquirenti, "era talmente ben organizzata che dopo il lockdown per l'emergenza Covid 19 ha incrementato sensibilmente i traffici illeciti di prodotti da destinare ad autotrazione, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessit, tra i quali anche i carburanti". La banda, strutturata in modo piramidale, commercializzava prodotti oleosi manipolati per venderli come gasolio per autotrazione e dunque eludere le accise sui carburanti. Il capo sarebbe un campano della provincia di Caserta arrestato stamani nella sua villa di Volla (Napoli), sequestrata.

L'indagine scattata nel gennaio 2019 grazie a una soffiata e al controllo di un'autocisterna. Tante le basi in Italia. Nel Pisano, a Crespina, c'era un deposito dove stoccare e manipolare il prodotto. Ma nel bagno di un autogrill a Rho (Milano) venivano nascosti documenti contraffatti pronti per essere utilizzati per aggirare i controlli. Il gasolio contraffatto, hanno accertato gli inquirenti, veniva prodotto miscelando olii e sostanze di varia natura con gasolio e benzina, per nasconderne la presenza e aumentare significativamente il volume del prodotto (immettendo olio fino al 50% del quantitativo di ogni singolo carico). Il gruppo aveva impianti a Mantova e Verona.

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