Gioco
La terapia del sorriso non si ferma i clown dottori diventano digitali
Videochiamate, messaggi e giochi gestiti con smartphone e telefonini L’associazione Ridolina aiuta i pazienti di Oncoematologia pediatrica
per i più piccoli
«Era la sera dello scorso 4 marzo quando ci è stato comunicato che il nostro servizio era stato interrotto. È stato come un gelo!», Antonietta Oristano, alias Doda, ricorda così il momento in cui è stato sospeso il servizio Ridolina per i piccoli pazienti di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. Lei e Francesco Pisani, alias Dottor Bazar, sono i clown dottori fondatori e promotori dell’associazione che da oltre vent’anni cerca di umanizzare la degenza dei bambini ricoverati che, a causa del Covid19, rischiavamo di perdere anche quel momento di leggerezza. Un rischio sventato dalla svolta digitale: dal 5 marzo a oggi hanno effettuate 876 chiamate pari a 90 ore ai piccoli malati a cui sono state dedicate anche 68 ore di videochiamate su Whatsapp e inviati più di 2000 messaggi.
«Non volevamo lasciare soli i nostri pazienti e le loro famiglie – raccontano Doda e Bazar –. Per questo abbiamo attivati le clownerie digitali». L’attività è partita con i racconti o l’aiuto a fare i compiti, poi con le settimane sono arrivati anche i giochi: dal nascondino, alla caccia al tesoro e la “Tombola Ridolina”, il gioco che piace di più ai piccoli pazienti.
Gli incontri si svolgono tutti i giorni, di norma il pomeriggio, quando i piccoli non hanno lezione e sono liberi. «Se il bambino è ricoverato – sottolineano i clown dottori – la videochiamata la facciamo mentre va in sala operatoria. O se ha difficoltà a mangiare, allora ci diamo appuntamento per colazione, pranzo e cena».
Il tutto per la gioia di bimbi e genitori che hanno scoperto come la terapia del sorriso funzioni anche da remoto. —
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