Il Tirreno

Pisa

in aula 

Aviere a processo per omicidio, sms choc all’amante

Tiziano Ivani

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La Spezia

«Piano piano, tutto si aggiusta. Specialmente se fa la fine che deve fare, chi la farà». È il 3 marzo 2019 quando Francesco Ruggiero - il sottufficiale dell’Aeronautica di origini pisane a processo per omicidio - scrive l’sms all’amante Nicoletta Novelli. Otto giorni dopo il militare la seguirà fino a piazzale Ferro, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, dove giustizierà con «almeno tre colpi», esplosi da una pistola Glock, il marito della donna, Vincenzo D’Aprile, 56 anni, ristoratore di Cadimare. Secondo la ricostruzione di Procura e polizia, fu un’esecuzione, «un gesto premeditato» commesso in preda alla gelosia, perché Ruggiero temeva che la donna potesse riavvicinarsi al marito e alla sua famiglia (all’agguato erano presenti anche i figli della coppia, Gregorio e Micol). Il contenuto del messaggio è emerso ieri durante un’udienza in Corte d’Assise che vedeva al banco dei testimoni proprio Nicoletta Novelli, la donna che per due anni ha intrattenuto una relazione sentimentale con il sottufficiale dell’Aeronautica. L’sms - estrapolato dal cellulare della donna dal perito nominato dal procuratore capo Antonio Patrono e dal sostituto Monica Burani - rischia di pesare come un macigno sulla posizione dell’imputato, perché sembra confermare l’ipotesi «premeditazione».



La donna ha dovuto ripercorrere tutta la vicenda a ritroso, dall’omicidio dell’11 marzo 2019 tornando fino al novembre 2016 quando conobbe Ruggiero «come cliente del bar che gestivo con la mia famiglia a Cadimare». «Non dimenticherò mai la sequenza degli eventi di quella giornata - puntualizza Novelli (parte civile nel processo insieme ai figli, assistiti dagli avvocati Andrea Corradino e Silvia Rossi) - dovevo vedermi con mio marito, mia figlia e mio figlio. Tenevo a quell’incontro perché volevo riallacciare i rapporti con mio figlio, che non mi perdonava il fatto di aver lasciato casa. Sono stata 25 anni con Vincenzo D’Aprile, il nostro rapporto aveva alti e bassi, spesso era burrascoso. Ci siamo separati due volte, però nell’ultimo periodo c’era stato un riavvicinamento: avevo problemi di salute, lui mi stava aiutando. Il giorno dell’omicidio dovevamo pranzare tutti insieme, Enzo avrebbe dovuto portarmi a una visita medica, poi avremmo accompagnato insieme nostra figlia a Firenze, all’università». Novelli ha raccontato l’episodio nei dettagli dall’uscita dal lavoro (operatrice socio sanitario in una Rsa) fino agli spari.



«Sono corsa da Enzo, era steso sull’asfalto, ho provato a rianimarlo. Ho sentito, non lo dimenticherò mai, gli ultimi suoi sette respiri».

L’esame di Novelli è durato più di sei ore, nel pomeriggio la donna è stata interrogata anche dai legali del sottufficiale dell’Aeronautica, gli avvocati Umberto Marchese e Maria Concetta Gugliotta. Le domande si sono concentrate soprattutto sulla relazione tra la donna e l’imputato. La Corte d’Assise, presieduta da Diana Brusacà, giudice a latere Marta Perazzo, ha stilato il calendario estivo del processo: si riprenderà il 9 giugno.—

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