Gioco
«La sua vita è stata un campo di calcio, gli mancavano l’odore dell’erba e i ritiri»
Michele Conti: «Meritava l’abbraccio della città perché ha portato in alto i colori nerazzurri. Era bravo, preparato, intelligente e onesto»
PISA
Il dolore dopo tanti anni passati insieme, ma anche l’orgoglio e la voglia di ricordare Gigi Simoni nel modo in cui avrebbe voluto. Monica Fontani, vedova Simoni, parla di suo marito e della volontà di organizzare all’Arena una giornata in memoria del grande allenatore appena saranno possibili gli spostamenti tra regioni. «La sua vita è stata un campo di calcio, quasi più della famiglia, ed è giusto ricordarlo lì. Gli mancavano l’odore dell’erba, i ritiri, i viaggi in pullman con la squadra». Fontani racconta anche l’eredità morale che Simoni ha lasciato al loro figlio Leonardo, cresciuto con la consapevolezza di avere un padre considerato un po’ da tutti l’ultimo gentiluomo del mondo del calcio: «Gigi e Leonardo si assomigliano molto, non solo fisicamente. Leonardo si ispira molto a Gigi ed è simile nel carattere, nella razionalità, nel suo equilibrio, nel suo modo di non perdere mai le staffe. Leonardo ha fatto un post su Facebook ringraziando il padre di quello che gli ha lasciato dentro l’anima. È orgoglioso e felice di quello che gli ha lasciato il padre». Anche i risultati sportivi ottenuti dal padre ovviamente riempiono il giovane di orgoglio: «Si è commosso guardando i filmati e le dichiarazioni dei calciatori allenati da Gigi – conclude Monica Fontani –. In particolare il messaggio di Ronaldo è stato molto bello e toccante» .
Il sindaco Michele Conti si è subito impegnato per far aprire la hiesa della Spina: «Era il minimo che potevamo fare per ricordare Simoni. Meritava l’abbraccio della città perché ha portato in alto i colori nerazzurri assieme a Romeo Anconetani. Un tecnico che si è contraddistinto, non solo a Pisa, come bravo, preparato, intelligente e onesto. C’è anche la volontà, assieme alla famiglia, di organizzare questa giornata per ricordare Simoni all’Arena, probabilmente il prossimo 3 giugno. Bisogna capire – conclude – se le norme dovute all’emergenza Covid ci potranno consentire di farlo in piena sicurezza. Siamo in un periodo particolare e ci sono delle limitazioni che dobbiamo rispettare». — a.c.
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