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Sono centinaia i luoghi segnalati in tutta la provincia

danilo renzullo
Sono centinaia i luoghi segnalati in tutta la provincia

Figurano nella lista il convento di Sant’Agostino a Nicosia, l’antica spezieria della Certosa di Calci, Castel Tonini a Buti e l’ex manicomio di Volterra

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Un click per cercare di salvare un pezzo di storia del territorio, una firma (quando sarà possibile) per alimentare le speranze di riqualificazione e riapertura di un bene culturale, artistico, architettonico, paesaggistico o naturale. Con la nuova edizione del censimento “I luoghi del cuore” promosso dal Fondo ambiente italiano (Fai), riparte la “corsa” per portare alla ribalta posti, monumenti o aree naturali particolarmente amati e cercare di accaparrarsi parte dei fondi stanziati da Fai e Intesa Sanpaolo per contribuire a risanare le ferite che il tempo e l’incuria hanno inferto nel corso degli anni.

La provincia di Pisa partecipa alla campagna con quasi 300 luoghi. Dalla Stazione Marconi ai Monti pisani, dalla Certosa di Calci al Teatro Rossi fino ad arrivare ad interi borghi (tra questi Coltano e Nicosia) che singoli cittadini o comitati vorrebbero tutelare e rilanciare. Una campagna, quella promossa dal Fai, che quest’anno assume ancora più valore: negli ultimi due mesi, complice il lockdown e il divieto di spostamenti, in molti hanno sfidato l’isolamento immaginando una passeggiata, una visita o un’escursione alla scoperta di luoghi, monumenti o palazzi vicini, ma sconosciuti, proiettandosi idealmente al di fuori delle mura domestiche per vivere piccole meraviglie spesso dimenticate. In molti casi in rovina o bisognose di interventi di manutenzione straordinaria per riportarle all’antico splendore.

Un grido di dolore silenzioso raccolto ogni anno da singoli cittadini, da associazioni o da comitati che, attraverso una segnalazione, puntano ad accendere i riflettori sulle criticità del proprio luogo del cuore e a raccogliere consensi per cercare di salvarlo o, almeno, di valorizzarlo. Centinaia quelle partite dalla provincia di Pisa per un censimento che per l’edizione 2020 si arricchisce di due classifiche speciali. Una dedicata all’“Italia sopra i 600 metri”, luoghi che appartengono alle aree interne montane del Paese, e un’altra riservata ai “Luoghi storici della salute”, beni architettonici che hanno radici profonde nel nostro passato e che oggi, a fronte dell’emergenza sanitaria, sono divenuti valorosi presidi a tutela della collettività.

Oltre alla Stazione Marconi di Coltano (attualmente prima nella classifica del Fai tra i luoghi della provincia di Pisa), la lista di beni dal salvare o da tutelare si compone di altri circa 290 luoghi. Tra questi il Monte pisano, che si è aggiudicato la nona edizione del censimento dopo il devastante incendio del 2018, la Certosa di Calci (secondo “luogo del cuore” nel 2014), il convento di Sant’Agostino di Nicosia, l’antica spezieria della Certosa di Calci, la chiesa della via Crucis di Vicopisano, il borgo di Nicosia e la chiesa di San Francesco di Pisa.

Un lungo elenco che disegna una sorta di puzzle delle criticità del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico della provincia di Pisa. Dal Teatro Rossi di Pisa al giardino-atelier di scultura del maestro Sposito di Ghezzano, da Castel Tonini di Buti all’ex ospedale psichiatrico di Volterra, dall’acquedotto Mediceo di San Giuliano Terme alla Rocca di Caprona, passando dalle aree naturali delle cascate del Ghiaccione di Chianni e del Monte Verruca con l’omonima Rocca da salvare dall’abbandono e dal degrado.

Luoghi da riqualificare, attraverso specifici progetti o percorsi di salvaguardia che il Fai è pronto a finanziare, da far conoscere al più ampio pubblico possibile o da strappare a progetti che potrebbero comprometterne la loro bellezza. È il caso del Masso delle Fanciulle di Pomarance, candidato tra i luoghi del cuore Fai non tanto per aggiudicarsi parte delle risorse a disposizione, ma per far conoscere quella che è una delle attrazioni naturalistiche più apprezzate in Toscana “minacciata” dai progetti di ricerche di risorse geotermiche. —

danilo renzullo

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