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Pisa

L’elezione a “luogo del cuore” del Fai per riscattarsi da incuria e abbandono

Danilo Renzullo
L’elezione a “luogo del cuore” del Fai per riscattarsi da incuria e abbandono

La Stazione Marconi e il progetto di farla diventare una cittadella delle comunicazioni al centro della campagna nazionale

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Danilo Renzullo / pisa

Per Coltano è molto più di un semplice luogo del cuore. Simbolo dell’ingegno italiano trasformato nel tempo nell’emblema della decadenza e dell’abbandono. Sconfitto dall’incuria e dalla burocrazia, che ha risucchiato come un buco nero ogni tentativo di rilancio e di riqualificazione.

La Stazione Marconi ci riprova ancora una volta a diventare “luogo del cuore” di tutti i pisani e ad estendere al maggior numero possibile di persone quel sentimento di rinascita che, attraverso la ristrutturazione della prima stazione radio italiana voluta da Guglielmo Marconi, da decenni anima il borgo di Coltano. Cancellare quella che Elettra Marconi, figlia del premio Nobel per la fisica nel 1909, a più riprese ha definito una vergogna nazionale e ridare nuovo slancio alla ricerca nel campo delle telecomunicazioni nel luogo simbolo della nascita delle moderne tecnologie, gli obiettivi della candidatura della Stazione Marconi al decimo censimento de “I luoghi del cuore”, l’annuale campagna del Fondo ambiente italiano (Fai) che punta ad eleggere i tre luoghi più amati dagli italiani che necessitano di interventi strutturali, di tutela e di valorizzazione.

A partire dal 2010, l’edificio in cui Marconi concretizzò i primi esperimenti sui segnali radio, la cui evoluzione ha posto le basi per la nascita dei moderni sistemi di comunicazione, ha sempre concorso alla campagna del Fai (dieci anni fa, con 12.291 voti, si è classificata sesta a livello nazionale) per cercare di accaparrarsi parte delle risorse destinate alla riqualificazione e portare alla ribalta un luogo storico trasformato in poco più di un rudere dall’abbandono, dall’incuria e dal degrado in cui è sprofondato. Svuotato dei beni che conteneva e umiliato dalla burocrazia, che ha rallentato anche l’iter che avrebbe dovuto rinnovare la convenzione biennale sottoscritta nel gennaio 2018 tra il Demanio, ente proprietario della struttura, e il Comune per il passaggio temporaneo della gestione del bene e dell’area circostante che ha permesso a Palazzo Gambacorti di intervenire con opere di bonifica e messa in sicurezza della zona in attesa di reperire le risorse necessarie a concretizzare un progetto di riqualificazione.

In vista del termine dell’accordo, lo scorso novembre l’amministrazione ha chiesto al Demanio di rinnovare per altri due anni la concessione per ottenere l’accesso al fabbricato e consentire l’effettuazione di indagini tecniche propedeutiche alla redazione di un piano di valorizzazione dell’immobile, oltre a proseguire gli interventi di pulizia all’interno e all’esterno della struttura. Richiesta rimasta ancora senza risposta.

Due gli obiettivi della candidatura a “luogo del cuore” del Fai: raccogliere fondi per tentare di concretizzare un progetto di riqualificazione, che prevede di trasformare l’edificio in una moderna cittadella delle telecomunicazioni, e tenere accesi i riflettori su un pezzo di storia invidiato da tutto il mondo, ma dimenticato dall’Italia. —

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