Il Tirreno

Pisa

la crisi del settore 

Baby parking, gli invisibili della Fase 1 e anche della 2

Carlo Venturini

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pisa

Un limbo paludoso con lo spettro di non riaprire più. È la situazione di tremenda incertezza che attanaglia oltre dieci associazioni di baby parking e ludoteche nel solo Pisano.

Queste attività sono chiuse dal 6 marzo e riapriranno (forse) ad ottobre. Non sono previsti per queste attività aiuti economici di alcun tipo. Non sono liberi professionisti, sono in genere associazioni con partita Iva. Ma questa partita Iva non rientra nel bonus una tantum di 600 euro e nemmeno nei 25mila euro di credito alle piccole aziende.

«Zero. Zero. Non rientriamo in nessuna categoria che possa beneficiare di aiuti», dice Alice Giuntoli del “Miciporti baby parking” di via Istria. Eppure... «Eppure soltanto noi forniamo un servizio di grandissimo supporto, essenziale, a ben duecento famiglie all’anno. Consentiamo ai genitori di continuare a lavorare lasciando i loro figli in ambienti protetti, formativi e di intrattenimento. Pensate di moltiplicare il nostro bacino di utenti per le altre dieci associazini del territorio». Ma c’è di più. «Quando in tempi normali le scuole finivano, noi facevamo campi solari e laboratori: queste attività danno ossigeno ai genitori che possono continuare a lavorare. I nostri servizi sono attivi 12 mesi all’anno ma siamo dei perfetti invisibili», continua Giuntoli.

«Siamo invisibili per i finanziamenti, non lo siamo per pagare affitto, tasse, tributi e bollette. Ancora oggi paghiamo tutto come se niente fosse», sbotta dalla disperazione Giuntoli. Questi servizi non rientrano purtroppo e in maniera “colpevole” nei servizi educativi essenziali e non essendoci in Toscana una normativa che li regolamenta, davanti a loro si prospettano solo tanti punti interrogativi. E in Toscana di queste associazioni ce ne sono oltre 200.

«Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire. Non contestiamo il decreto Conte. Siamo consapevoli del fatto che sarà impossibile far rispettare a bambini piccoli le nuove norme di igiene e sicurezza e che ci vorrà ancora molto tempo prima di poter tornare alla normalità ma ci sentiamo sole. Non abbiamo idea di quello che sarà dopo sette anni, quasi otto, di tanti sacrifici, di tanto aiuto e supporto alle famiglie pisane, e non solo, vediamo all’orizzonte sfumare tutto il nostro duro lavoro» dicono dall’associazione.

Dalle pagine de Il Tirreno Giuntoli e Luna Canolla, sempre del “Miciporti baby parking” lanciano un appello al sindaco Michele Conti e non solo: «Chiediamo alle associazioni del territorio che operano nel nostro settore, a tutti quelli che organizzano campi estivi, alle ludoteche, ai baby parking della nostra zona di fare squadra; arriverà il momento in cui servirà coesione, un fronte unico per chiedere al nostro Comune e alla nostra Regione quali saranno le nostre sorti» . –

Carlo Venturini

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