Il Tirreno

Pisa

a tavola 

Tra i ristoranti sono in tanti a dire no «Attendiamo regole meno stringenti»

Danilo Renzullo
Tra i ristoranti sono in tanti a dire no «Attendiamo regole meno stringenti»

Parecchi locali alle prese con i nuovi menù, che sarà possibile scansionare con il cellulare attraverso il codice Qr

3 MINUTI DI LETTURA





pisa

C’è chi dice no. Per senso di responsabilità o per studiare al meglio le modalità per offrire un servizio diverso, ma sempre di qualità. Nonostante la fervida attesa, molti ristoranti hanno adottato la linea della prudenza. Saracinesche alzate solo per alcuni.

«Abbiamo valutato molto bene la possibilità di ripartire dopo oltre due mesi di chiusura, ma abbiamo deciso di prolungare lo stop almeno fino all’inizio di giugno, quando crediamo e speriamo che i contagi possano continuare a diminuire e le regole restrittive allentate», dice Fabio Armani, socio de “Il ristoro della bottega del Parco”. «In questo periodo, in cui l’incertezza la fa da padrone, è necessario fare tutto il possibile per tutelare la salute. Nonostante tutte le precauzioni del caso e gli ampi spazi che abbiamo a disposizione, da noi è prevalsa la linea della responsabilità».

Se da un lato mascherine, guanti e distanziamento “snaturano” il concetto della convivialità alla base di un pranzo o di una cena al ristorante, dall’altro non possono assicurare la piena difesa da quel nemico invisibile che in poche settimane ha sovvertito la quotidianità e rivoluzionato il lavoro di migliaia di attività. «Le stringenti misure da mettere in campo in questa fase avrebbero pregiudicato anche la qualità dei nostri servizi e del nostro locale – prosegue Armani –. Presumiamo che entro giugno le prescrizioni individuate per la riapertura dei ristoranti possano essere allentate, saremo allora pronti a ripartire con più sicurezza per tutelare la salute dei clienti e del personale (18 i dipendenti impiegati nel ristorante di via delle Colombaie, ndr), aspetto principale di questa nuova fase che ripagherà anche l’attesa della riapertura».

Linea “prudenziale” adottata anche dal ristorante “La buca” di via D'Azeglio, che prevede una riapertura ai clienti nei prossimi giorni o all’inizio della prossima settimana. Un’incertezza dettata dalle stringenti linee guida che i ristoranti devono applicare e dalla necessità di tempo per riorganizzare la struttura dello storico ristorante del centro in base al numero limitato di clienti che possono ricominciare ad assaporare uno dei piatti proposti. Riapertura rinviata anche all’osteria “da Bernardo”, in attesa di allestire uno spazio esterno per aumentare il numero di posti a sedere disponibili e reinventare il menù, anche per rispondere alle nuove necessità (tempi e modalità di consumo) che l’emergenza sanitaria potrebbe imporre agli avventori. «Siamo attrezzati per mettere a disposizione dei clienti tutto ciò che è necessario, ma occorre ancora tempo per organizzarci – dice il titolare Robert Mozzachiodi –. Stiamo studiando anche un nuovo menù per far fronte alle nuove esigenze: con meno coperti a disposizione occorre rivalutare e riorganizzare tutto il lavoro».

Un nuovo, incerto, inizio dettato anche dalle perplessità di tanti nel ricominciare a frequentare locali affollati, che al ristorante-pizzeria “Le Scuderie” si è invece già materializzato. Le maxi tavolate restano per adesso solo un ricordo. Il distanziamento ha imposto un ridimensionamento dei coperti, passati da oltre 200 a circa 80, e un utilizzo a rotazione di parte del personale.

Le rigide norme per il contenimento del virus hanno costretto a reinventare anche meccanismi consolidati: dai tavoli sono scomparsi i menù, sostituiti con fogli con il codice Qr da da scansionare con il cellulare per “leggere” l’elenco dei piatti. Una piccola rivoluzione che non convince tutti. —

Danilo Renzullo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore