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La denuncia: «Convocati dai vigili per avere espresso una opinione»
san giuliano
L’associazione Scuola Mondo di San Giuliano Terme punta il dito contro l’amministrazione comunale per la gestione delle pratiche dei buoni spesa. Pratiche di cui Scuola Mondo in questa delicata situazione emergenziale ha deciso di farsi carico per conto di «famiglie svantaggiate, per le quali accedere ai servizi del territorio è spesso una vera e propria impresa». Un aiuto nella compilazione fornito dall’associazione al quale, però, sono seguiti problemi – denuncia Scuola Mondo – perché «passati i tempi di attesa previsti, le famiglie beneficiarie dei nostri servizi si sono viste inizialmente escluse dalla lista dei buoni spesa e alla nostra legittima richiesta di chiarimento è iniziato un susseguirsi di comunicazioni lacunose e intermittenti da parte del Comune».
«Risposte ogni volta diverse – spiega ancora l’associazione – e spesse volte screditanti l’operato della nostra associazione» Che ha manifestato il proprio disappunto lamentando «la mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione circa i motivi delle eventuali esclusioni dal servizio o della latenza nella distribuzione».
«Esternare un’opinione sull’operato delle istituzioni, ben supportata dai fatti ricostruiti nella memoria che abbiamo depositato, ha prodotto l’inimmaginabile – denuncia l’associazione –. La nostra presidentessa è infatti stata convocata al comando dei vigili urbani di San Giuliano per conto di un ignoto rappresentante/dirigente del Comune, per far luce sulle nostre posizioni in merito all’erogazione dei buoni spesa. Il Comune ha utilizzato senza scrupoli la forza pubblica per redimere una questione non di ordine pubblico, ma eminentemente politica». L’associazione racconta anche di una richiesta di smentita di «quanto affermato sull’operato del Comune non a partire da prove concrete, ma da un fantomatico messaggio Whatsapp, che non abbiamo capito quale reato possa prefigurare». Un comportamento stigmatizzato da Scuola Mondo: «Crediamo che si tratti di un’intimidazione». Da qui la richiesta di una risposta ufficiale dal Comune sull’accaduto e dimissioni immediate del «mandante politico» dell’episodio. —
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