Il Tirreno

Pisa

L'emergenza coronavirus

Ingressi a fasce orarie in Tribunale e percorsi vincolati negli ambienti

PIETRO BARGHIGIANI
Il tribunale di Pisa nella Fase 2 dell'emergenza coronavirus
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Il tribunale di Pisa nella Fase 2 dell'emergenza coronavirus

Pisa: ecco come riparte la giustizia. Primo giorno di udienze, ma senza i termoscanner. La presidente: «Servizio delicato per la privacy»

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PISA. «Buongiorno, sono l’avvocato Mario Bianchi. Ho udienza alle 10 in aula gip». L’impiegato scorre con lo sguardo la cartellina dei ruoli dei processi e in pochi attimi con un cenno della testa dà l’ok al professionista: «Prego, entri pure». La ripartenza al Palazzo di Giustizia avviene in un giorno soft, calibrato per la Fase 2. Ci sono solo tredici udienze dal gip e altre in programma per gli sfratti. Nessun processo al monocratico. Solo un paio di direttissime risolte senza affanni in un’aula spaziosa. A ogni avvocato è stato inviato via mail l’orario a cui deve presentarsi. Non c’è ressa in Tribunale. Succede casomai che il gip in pochi minuti definisce il fascicolo e resta in attesa dell’avvocato successivo che, rispettando la tabella di marcia, non anticipa la presenza in aula e quindi si crea un intervallo tra una chiamata e l’altra.

I due operatori della vigilanza privata e il personale del palazzo con mascherine e guanti accolgono i legali e li smistano a seconda degli appuntamenti concordati. C’è chi deve andare nelle cancellerie e chi in aula. Nome cognome, professione, tesserino se non è conosciuto all’ingresso e poi l’indicazione dell’ambiente da raggiungere. Con una precauzione: non deve divagare in altri spazi. E per questo viene assegnato un  tesserino colorato. Una tonalità per ogni ufficio in si deve andare. Se è in Tribunale per il gip il percorso è quello. Se deve andare nelle cancellerie idem. Il principio è quello di tenere il meno possibile gente negli uffici o nei corridoi. Quindi il professionista arriva, fa quello che deve fare e se ne va senza trattenersi.

Sulle scalinate all’ingresso del Palazzo di Giustizia nell’arco della mattinata si forma un parziale assembramento di avvocati in attesa del proprio turno, ma il distanziamento sociale è automatico quando le presenze aumentano.I processi resteranno a porte chiuse per le prossime settimane Solo le parti interessate saranno in aula. Quello che manca rispetto alle linee guida sono i termoscanner all’ingresso per misurare la temperatura.«Mi sembra che stia andando bene – commenta la presidente del Tribunale, Maria Giuliana Civinini –. È tutto molto ordinato. Sui termoscanner la questione è delicata perché entra in gioco un aspetto della privacy che è quello della salute. Intanto, è un controllo che va fatto in un ambiente riparato. Non si può all’entrata puntare in faccia alla gente lo strumento. E poi è una vigilanza sanitaria che sarebbe bene fosse svolta da un’associazione dedicata come personale formato. Vedremo se ci saranno opportunità in questo senso. Di sicuro l’invito è di restare a casa se qualcuno ha la febbre». Stamani si replica con le adozioni degli accorgimenti che riducono al minimo presenze e movimenti, dai percorsi dedicati alle barriere in plexiglass. —

PIETRO BARGHIGIANI
 

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di Redazione web