Il Tirreno

Pisa

Il litorale chiuso ai non pisani mette (quasi) tutti d’accordo

Donatella Lascar
Il litorale chiuso ai non pisani mette (quasi) tutti d’accordo

Tra i commercianti c’è la convinzione che sia giusta la linea della massima prudenza Ma non tutti la pensano così. Ravagni (Ccn Tirrenia): «Meglio riaprire in sicurezza»

3 MINUTI DI LETTURA







Per i commercianti del litorale l’ordinanza del sindaco Michele Conti che ha impedito nel fine settimana l’accesso alla spiaggia a chi non è residente a Pisa è stato un atto di buon senso. Negli anni scorsi, in questo periodo dell’anno, ad un passo dalla stagione e con alle spalle un lungo inverno, il litorale nei fine settimana è sempre stato preso d’assalto. Meta preferita per trascorrere una tranquilla giornata al mare. Ma con l’esplodere dell’epidemia da coronavirus quest’anno tutto è cambiato e quindi, dai commercianti del litorale si alza un coro unanime che inneggia alla prudenza anche a costo di sopportare ulteriori sacrifici economici.

«Per il momento, – afferma Martina Stefanini titolare del ristorante “Vento in Poppa” a Marina di Pisa – credo che quest’atteggiamento di limitazione degli accessi al litorale da parte dell’amministrazione, sia giusto. Bisogna contenere il più possibile i contagi in modo da poter riaprire il 18 maggio anche se con tutte le precauzioni e le prescrizioni del caso. Cerchiamo di fare bene le cose adesso per ripartire con una pseudo normalità più avanti. Sarebbe stato impossibile gestire la situazione lasciando tutto aperto e ci sarebbero voluti molti più controlli». Della stessa opinione anche le sorelle Cicalini della paninoteca “Il Crudo” a Marina. «È vero che l’ordinanza del sindaco un po’ ci taglia le gambe per il lavoro – affermano – ma andando anche contro il nostro interesse crediamo che sia stato un provvedimento necessario se vogliamo rialzarci più avanti con serenità. Sarebbe stato un rischio troppo grosso perché c’è anche chi sottovaluta la situazione e non utilizza le giuste precauzioni. Il rischio c’è. E se poi succede qualcosa e ci richiudono?». Anche per Emanuela Falcone, titolare del bar “La Chicchera” a Tirrenia, la parola d’ordine è prudenza. «Condivido l’ordinanza del sindaco – esordisce – perché anche se ci penalizza un po’ per il lavoro occorre prudenza. Questi 15 giorni sono decisivi perché, se ripartono i contagi, siamo finiti». Insomma, tutti concordi nel dire che questo provvedimento dell’amministrazione era necessario per tutelarsi in vista delle riaperture imminenti. Un atteggiamento condiviso anche dalla presidente del Ccn Marina Simona Rindi. «Non solo condivido l’ordinanza del sindaco Conti – afferma Rindi – ma addirittura io sarei stata ancora più stringente in previsione del 18 maggio. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe stato il litorale in questo fine settimana dopo due mesi di chiusura e la voglia di mare che c’è. Sarebbero venuti a migliaia, un rischio che in questo momento non ci possiamo permettere».

Una voce fuori dal coro è quella del presidente del Ccn Tirrenia Luca Ravagni. «Io invece sono d’accordo con la scelta fatta dal presidente della Regione Enrico Rossi – sostiene Ravagni – che con tutte le precauzioni necessarie, i presidi sanitari e la massima prudenza bisogna riaprire. Dobbiamo imparare a convivere con il virus e questo a difesa delle aziende e dei commercianti che devono ricominciare a lavorare. L’ordinanza di Conti mi sembra eccessiva anche in considerazione del fatto che il nostro livello di contagio non è quello di Milano». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web