Italia
Duello tra magistrati per il posto da capo
Il pm Dominijanni ricorre al Tar contro la nomina del collega di Lucca al vertice della Procura di Massa
pisa
Non c’è solo la constatazione di avere più titoli ed esperienza nelle svariate articolazioni operative e organizzative sul fronte giudiziario.
Uno dei motivi del ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della nomina a capo della Procura di Massa è che la domanda del collega era addirittura inammissibile e, quindi, non poteva essere presa in considerazione e votata dal plenum del Csm.
Il duello amministrativo tra toghe avrà come ring il Tar dopo il ricorso del sostituto procuratore di Pisa, Giancarlo Dominijanni contro gli atti che hanno portato alla nomina di Piero Capizzoto al vertice degli uffici giudiziari massesi. Ex pm a Lucca, il dottor Capizzoto ha preso possesso dell’incarico nelle scorse settimane.
L’atto, depositato nei giorni scorsi, è stato preparato dal professor Stefano Grassi.
Uno degli elementi sui quali il dottor Dominijanni chiede al Tar di dichiarare illegittima la decisione del Csm verte sulla mancata presentazione della documentazione a sostegno di quanto scritto dal dottor Capizzoto nella sua autorelazione. Sono quattro pagine in cui vengono elencate le attività processuali e organizzative dell’ufficio svolte dal neo procuratore capo di Massa. Una lista cui non corrisponde, secondo il ricorrente, il riscontro cartaceo di quanto dichiarato. Il testo unico sulla dirigenza giudiziaria precisa all’articolo 44 che «l’omessa ingiustificata presentazione dei documenti determina l’inammissibilità della domanda».
Tra le censure al Csm sottolineate dal ricorrente ci sono anche quelle di non aver considerato il passato di Dominijanni nelle esperienze pregresse da giudicante e inquirente, ma anche come coordinatore o esperto di commissioni sui più svariati temi delle macchine organizzative di Procure e Tribunali. Uno degli aspetti rimarcati è quello informatico. È stato referente per la Toscana e incaricato di seguire progetti anche per il ministero della Giustizia oltre a riorganizzare la rete informatica a Pisa, una delle poche Procure a poter disporre del codice sorgente di un software per le intercettazioni, i cui costi si sono ridotti in modo drastico. Non solo. Sul fronte della visione ampia e complessa degli uffici giudiziari, tra i motivi del ricorso figura anche l’esperienza come segretario e componente del Consiglio Giudiziario di Firenze. Il pm sostiene che il candidato poi nominato non solo non ha maturato la sua stessa esperienza, ma che quanto ha scritto nell’autorelazione non ha una corrispondenza documentale. E anche per questo la nomina del dottor Capizzoto va annullata. —
P.B.
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