Gioco
Pressing di estetiste e acconciatori: fateci riaprire già dal 18 maggio
D’accordo il consigliere regionale Mazzeo: «La Toscana non è la Lombardia»
L’incontro
Nella sala consiliare del Comune di Vecchiano si è svolto un incontro con gli acconciatori e gli estetisti locali, organizzato dall’amministrazione comunale, per discutere della fase di ripartenza anche per questo settore. Presenti alla riunione, oltre al sindaco Massimiliano Angori e all’assessora alle attività produttive Lara Biondi, il consigliere regionale Antonio Mazzeo, il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli, il coordinatore di Confesercenti Toscana Nord Simone Romoli e il presidente della Cna Francesco Oppedisano.
«La nostra intenzione – dice il sindaco Angori – è stata quella di avviare un proficuo confronto con gli imprenditori di questi settori, insieme a tutte le associazioni di categoria, sia per mettere a punto una strategia comune di ripartenza delle attività sul territorio locale, che garantisca la sicurezza di lavoratori e clienti; sia per elaborare un piano concreto di riapertura delle attività commerciali, finalizzato a contrastare l’esercizio abusivo di queste professioni. Gli imprenditori presenti hanno chiesto di poter anticipare la riapertura al prossimo 18 maggio, rispetto al 1° giugno come disposto al momento dal governo».
I presenti hanno chiesto inoltre di poter conoscere, entro un tempo adeguato, le norme di sanificazione e di sicurezza che dovranno essere adottate in occasione delle riaperture; hanno chiesto se vi sia la possibilità di un eventuale contributo economico per far fronte a questa situazione che li ha resi, come categorie, inattivi da inizio marzo.
«Anche gli imprenditori di questi settori – ha chiarito il consigliere regionale Mazzeo – devono far riferimento alle norme di sanificazione pre-apertura contenute nell’ordinanza n°48 della Regione. La Toscana, come evoluzione del virus e situazione attuale dei contagi, non è la Lombardia e proprio per questo motivo abbiamo formalizzato al governo la richiesta di poter far riaprire in anticipo, rispetto alla data indicata del 1° giugno, tutte quelle attività che possono rispettare le nome di sicurezza. Uniformare la data delle riaperture di fronte a situazioni profondamente diverse non è giusto anche perché la nostra regione ha emesso prontamente dei protocolli di protezione dei lavoratori che ci consentono di monitorare costantemente l’andamento della curva epidemiologica». —
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