La protesta
Ripartenza lenta con l’incubo affitti «Sono diventati il vero scoglio»
Molte saracinesche aperte nel primo giorno della fase 2 ma la gioia è smorzata dagli incassi: i conti non tornano più
Pisa
Fino alla scorsa settimana la prima preoccupazione era rialzare le saracinesche. Da ieri l’incubo sono i costi fissi, in particolare gli affitti. Ieri, primo giorno della fase 2, è stata una giornata di test per molte attività commerciali. L’apertura per i commercianti al dettaglio è fissata al 18 maggio, quella per baristi e ristoratori al 1° giugno, ma entrambe le attività da ieri hanno ripreso a girare. Nei negozi sono cominciati i lavori di sanificazione. Ristoranti e bar hanno riavviato le attività con la vendita d’asporto e la consegna a domicilio.
Di file per prendere un caffè e un cornetto, però, non se ne sono viste. I pisani sono rimasti in coda davanti a farmacie e supermercati. Certo in tanti hanno riassaporato un buon espresso, ma i numeri non sono neanche paragonabili a quelli precedenti al lockdown. Così i commercianti hanno cominciato a farsi i conti in tasca. E il piatto piange, soprattutto a causa dei costi fissi.
Chi, in particolare, deve pagare l’affitto del fondo rischia di dover affrontare una vera e propria sfida alla luce dei ridotti volumi d’affari. Anche le quote fisse di bollette e gas rischiano di diventare un balzello insostenibile. E non solo per chi ha parzialmente ripreso l’attività, ma anche per chi si accinge a farlo nelle prossime settimane.
Certo negli occhi dei commercianti resta la gioia per aver potuto rialzare le saracinesche anche solo per pulire l’attività, ma i prossimi mesi si annunciano difficili quanto quelli appena trascorsi. —
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