Toscana
«Le restrizioni anti-Covid? Sono una baggianata»
CASCINA
«Il problema non è il virus ma è la nostra libertà». Stefano Bacci, 67 anni di Cascina, ritiene che le restrizioni imposte per il coronavirus siano solo una “baggianata”. Con questa idea il cittadino, che in passato ha lavorato nel settore dell’assistenza sanitaria anche all’estero, ha tappezzato le pareti esterne di casa sua (in via Tosco Romagnola vicino a Navacchio) con scritte e lenzuola in cui “grida” il suo dissenso per le regole imposte dal governo attraverso i decreti governativi che, a suo dire, non hanno alcun valore in quanto non sono sostenuti da alcune legge del Parlamento. Insomma, le ragioni sarebbero altre e non quelle strettamente sanitarie.
Così nei giorni scorsi il cittadino ha manifestato il suo pensiero.
«Non c’è una legge che impone una limitazione alla libertà delle persone – spiega il cittadino –. Con la scusa del coronavirus ci costringono a cambiare la nostra vita. I dati dell’Istat sui morti parlano chiaro. Quando sono stato controllato in questi giorni ho chiesto a chi mi ha fermato se agiva in forza di legge o no. Io la penso così e voglio sentirmi libero. Non mi sento una pecora...» . L’uomo in questi giorni ha tracciato anche una scritta con la bomboletta spray sul portone del suo garage, abbastanza significativa, e all’ingresso della sua proprietà ha affisso un cartello: «E dopo le mascherine vi faranno mettere il pannolone», dice il dissidente cascinese. —
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