Gioco
Tanti i posti di lavoro a rischio Parte la richiesta di aiuti alla Fit
pisa
Quindi, come ripartire? Per sua natura, il tennis, in quanto sport individuale, non sembrerebbe presentare grosse problematiche. Anche perché, gli avversari stanno a una ventina di metri di distanza. «Il tennis ha un rischio quasi inesistente – dice Matteo Cicchini, maestro del Ct Certosa di Calci – non capiamo perché non si possa ripartire come hanno fatto altrove all’estero». Riprendere significherebbe dare fiato ai circoli. «Servirebbero delle linee guida su come gestire gli allenamenti – sottolinea Alessandro Dini, tecnico del Tc Pisa – in modo da garantire a una ventina di persone di distribuirsi sui nostri cinque campi: il circolo incasserebbe le quote e potremmo almeno rimanere a galla». Altra questione spinosa, appunto, è la capacità economica dei circoli e degli operatori di continuare dopo questa mazzata. «È un grosso problema – afferma Federico Nocchi, presidente del Tc Pontedera – il gestore del circolo è in difficoltà: bar e ristorante sono chiusi e il torneo Itf che svolgiamo ogni anno non si terrà, causando altri danni».
L’altra faccia della medaglia è tutto ciò che ruota attorno ai campi da tennis. Bar e ristoranti, maestri e istruttori che, a oggi, si trovano in grande difficoltà. «I circoli sono la linfa del movimento – dice Simone Martini, presidente del Tc Santa Croce – avremmo dovuto svolgere un torneo internazionale Under 18 che ci avrebbe permesso di contare su alcuni sponsor che, naturalmente, adesso non ci saranno». Stesso discorso per i centri estivi. «L’equilibrio si è rotto – spiega Cicchini – ci siamo giocati i centri estivi e le competizioni a squadre: per noi si parla di una decina di stipendi che non saranno percepiti». «Io ho nove collaboratori – dice Dini – per dare lavoro a tutti, servirebbero i corsi collettivi». Stesso discorso a Pontedera. «I nostri maestri hanno avuto accesso ai fondi dati agli autonomi – commenta Nocchi – ma nei casi di una difficoltà importante, il circolo ha integrato l’importo: si tratta di persone con figli, con mutui da pagare». Dai circoli, quindi, il grido è uno solo: aiuto. «Per iniziativa del Tc Pisa è stata scritta una lettera alla Fit al Comitato toscano e al Coni con cui si chiede un sostegno effettivo – conclude Nocchi – servono aiuti per gli affitti, un appoggio per le manutenzioni e i maestri: se mancano le entrate, ripartire è difficile». —
P.M.
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