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Verso la fase due: ecco come riaprirà Pisa

Giuseppe Boi
La bandiera italiana sul Ponte di Mezzo deserto in questi giorni di emergenza sanitaria (foto renzullo/Muzzi)
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La bandiera italiana sul Ponte di Mezzo deserto in questi giorni di emergenza sanitaria (foto renzullo/Muzzi)

Via alle aperture scaglionate tra il 4 maggio e il 1° giugno, ma sono ancora tante le incognite tra scelte di governo, Regione e Comune

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PISA

Questo sì può fare, questo no. Si parte il 4 maggio per questi, il 18 per quelli, il 1° giugno per gli altri ancora. Lo stabilisce Conte, anzi no lo dice Rossi, ma non dimentichiamo i sindaci. In sintesi, una babele di date, norme e competenze che accendono le polemiche sulla fase due dell’emergenza coronavirus. Domenica sera è stato emanato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che dà il via al secondo tempo della convivenza tra gli italiani e il virus. Molte le critiche, le proteste e le incertezze. Abbiamo individuato alcuni punti chiave per capire cosa accadrà a Pisa e provincia.

Parchi pubblici e aree verdi

Dal 4 maggio possono riaprire le aree verdi. Si potrà passeggiare e fare sport ma non sostare, fare un pic-nic o prendere il sole. Non saranno permessi gli assembramenti e vigilare spetta ai sindaci. «Ci hanno scaricato l’incombenza – commenta il sindaco di Pisa Michele Conti –. Dovremo comportarci in un modo per il Giardino Scotto, in un altro per un’area diffusa come le Piagge. Pensiamo a soluzioni di quartiere o di zona».

Seconde case e spostamenti

Sempre dal 4 maggio saranno allentate le misure sulla mobilità delle persone. Oltre che per lavoro, salute o necessità, ci si potrà muovere anche per andare a trovare i familiari così come si potrà andare a correre e fare attività sportiva senza il limite di distanza da casa. Cade il divieto esplicito di spostarsi nelle seconde case, ma Conti sottolinea come «resterà per chi viene da fuori regione, aspettiamo Rossi per chi viene da altre zone della Toscana, per i pisani o chi vive in provincia pensiamo ad un’apertura solo per le manutenzioni e con una serie di limitazioni».

Attività produttive

Il giorno chiave per la ripartenza della struttura produttiva pisana è sempre quello di lunedì prossimo, ma in realtà è già ripartito o ripartirà prima anche chi si è già adeguato alle regole su distanziamento sociale e dispositivi di protezione individuale stabilite dai nuovi protocolli adottati.

Chiese aperte ma solo riti funebri

Il decreto stabilisce dal 4 maggio l’apertura dei luoghi di culto «condizionata all’adozione di misure organizzative per evitare assembramenti e garantire ai frequentatori di rispettare la distanza di un metro». Sono però ancora vietate le celebrazioni dei sacramenti ad eccezione dei funerali, meglio se all’aperto e con massimo di quindici persone. Dopo le critiche della Cei, alcuni parroci (in particolare della provincia) avrebbero invitato i fedeli alla disobbedienza.

Università e biblioteche

Anche i rettori Paolo Mancarella, Luigi Ambrosio e Sabina Nuti da lunedì possono riaprire biblioteche e far ripartire attività come tirocini e laboratori a patto di rispettare le norme di sicurezza. La decisione di Università, Normale e Sant’Anna arriverà nei prossimi giorni.

Mostre e musei dal 18

Bisognerà attendere il 18 maggio per musei e mostre ma con molte incognite. «Stiamo facendo ipotesi sul come e con quale utenza», spiega Gianluca De Felice della Primaziale. «Siamo felici, ma apriremo se saremo certi di farlo nel rispetto delle norme stabilite dagli enti nazionali e locali e nel rispetto delle buone pratiche d’igiene», sottolinea Cosimo Bracci Torsi di Palazzo Blu.

Negozi al dettaglio

Sempre il 18 maggio via libera allo shopping, ma i commercianti sarebbero pronti a partire anche prima. «Il commercio al dettaglio è attrezzato per la ripartenza, anzi chiede di anticipare l’apertura già dal 4 maggio», dichiara Luigi Micheletti di Confesercenti Toscana Nord.

Parrucchieri e ristorazione

La camminata nel deserto è ancora lunga per baristi, ristoratori, parrucchieri ed estetisti. «Siamo senza parole – si sfoga Simone Romoli di Confesercenti Toscana Nord –. Spostare di un mese la riapertura può essere un colpo mortale per tante attività». Le attività che prevedono un contatto diretto cliente-personale sono ad alto rischio e potranno aprire il primo giugno. Sempre che il virurs non torni a correre. —


 

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