Gioco
La fase 2 al Monasterio parte col triage mobile allestito dalla Croce rossa
Installati una tenda e due gazebo per ospitare pazienti e rispettivi accompagnatori in attesa delle visite ambulatoriali.
Pisa.
Al lavoro nonostante il giorno di festa per preparare la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Il 25 aprile non ha fermato l’opera della Croce rossa e della Fondazione Gabriele Monasterio. Negli spazi antistanti lo stabilimento ospedaliero dell’area di ricerca pisana sono stati installati una tenda e due gazebo. Sono destinati a ospitare pazienti e rispettivi accompagnatori in attesa di accedere alla struttura per effettuare le visite ambulatoriali.
Le tre strutture mobili sono state montate da una squadra della Croce rossa guidata da Anna Matteoni. A sovrintendere ai lavori c’era il direttore dell’area di ricerca Ottavio Zirilli. La tenda e i due gazebo costituiranno un triage che diventerà fondamentale soprattutto nella fase 2 dell’emergenza e implementano il sistema per evitare contagi da Covid-19 nell’ospedale vocato alle cure cardiologiche. La Fondazione Monasterio ha infatti già individuato percorsi separati per i pazienti potenzialmente contagiati e allestito un’apposita terapia intensiva per i positivi al tampone che necessitano di un ricovero.
In questi giorni di pandemia l’assistenza ai malati di cuore non si è mai interrotta grazie alla telemedicina, mentre le visite ambulatoriali sono state ridotte ai casi più urgenti. A partire dal 4 maggio, se sarà confermato il previsto allentamento della quarantena, la Fondazione prevede un aumento delle prestazioni dirette.
I pazienti che si presentano al Monasterio sono in genere accompagnati da due persone, spesso familiari ma anche persone impegnate nella loro assistenza domiciliare. Prima dell’emergenza accompagnavano i malati all’interno della struttura. Ora e nel prossimo futuro dovranno attendere all’esterno l’esito delle visite ambulatoriali e dovranno farlo nel rispetto del distanziamento sociale. Da qui l’esigenza di dotarsi di una tenda da utilizzare come sala ricevimento e di due gazebo che fungano da sala d’attesa per gli accompagnatori. — G.b.
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