Gioco
Distanze, plexiglass e modalità di accesso alle strutture: tutti i dubbi della categoria
Parlano alcuni titolari di stabilimenti balneari da qualche giorno tornati a fare le manutenzioni ordinarie nelle proprie strutture
lavori in corso
C’è stato il via libera per iniziare i lavori di manutenzione sugli stabilimenti ma i balneari si chiedono: “Per fare che cosa?”. Tutto è avvolto nell’incertezza. Qualcuno azzarda anche dicendo, come il titolare del bagno Primavera (Marina) Danilo Fanelli, che forse, per quest’anno sarebbe meglio lasciar perdere. A tutt’oggi infatti, manca un piano di riapertura e in mancanza di quello, i titolari delle concessioni si muovono a tentoni rimandando i lavori più grossi come l’allestimento della spiaggia. Ma il tempo stringe e uno stabilimento non si apre in una settimana. Negli anni scorsi infatti, il 25 aprile in molti bagni c’era il pranzo di benvenuto per i clienti e la spiaggia era già quasi pronta per il primo maggio. Non bisogna poi dimenticare le centinaia di stagionali che attendono di sapere se hanno conservato o no il loro posto di lavoro. Insomma, è tutta un’incognita e quindi si procede proprio con dei lavoretti, come quelli per la cura dei fiori che porta avanti Fanelli, titolare del Primavera. «Il nostro stabilimento si chiama Primavera proprio per la grande varietà di fiori che abbiamo – spiega Fanelli – e al momento ci stiamo dedicando a questi. Le cabine sono ancora tutte chiuse perché non possiamo metterci mano e soprattutto non sappiamo come montare la spiaggia. Non ci resta che aspettare il 5 maggio per saperne di più, ma siccome per montare un bagno occorre circa un mese di tempo la vedo dura. Ci sono grossi problemi, questa pandemia non ci voleva. Anche per il ristorante non sappiamo come fare. Dovremo montare il plexiglas? Ma come dobbiamo comportarci per i bagni, le docce calde e al bar. Lo sa quante persone ci sono al mare a luglio e agosto? E nell’ora di punta al bar come si fa a fare entrare uno per volta. Non sono d’accordo con una riapertura in queste condizioni. Speriamo che vada tutto bene perché anche noi abbiamo paura e forse per questa stagione sarebbe meglio lasciar perdere».
Nei prossimo giorni i lavori inizieranno anche al bagno Mistral (Tirrenia) e anche la titolare, Alessandra Lupi, si chiede come. «Si naviga a vista – afferma -. La nostra clientela scalpita e ci chiama continuamente per avere notizie ma noi non sappiamo ancora come riapriremo. Sono preoccupata come molti altri imprenditori. Speriamo di poter riaprire nel rispetto della salute di tutti ma senza troppi tecnicismi e credo anche che si debba riaprire, perché il litorale da lavoro a tante persone che vivono del lavoro stagionale e anche loro mi chiamano per sapere quando si parte». Anche Alessandro Menicucci, titolare del bagno Delfino (Tirrenia), sottolinea che mancano le regole e che senza quelle non è possibile allestire la spiaggia. «Non sappiamo in quanti potranno venire al mare – sottolinea Menicucci – se invece lo sapessimo, potrei regolarmi e vedere se posso garantire un ombrellone ai miei clienti rinunciando magari ai giornalieri o se organizzare dei turni o, nel caso peggiore dover fare una selezione. Ma sono tutte supposizioni». Anche il “Bagno degli Americani” si prepara a ripartire, ma qui ci troviamo di fronte ad un grosso problema che dovrà esser affrontato. Il “Bagno degli Americani” infatti, è costituito anche da una parte di spiaggia libera e il responsabile del bagno, Davide Bani si chiede: “Come la governiamo? Come si possono garantire le distanze? —
D.L.
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