Gioco
Una barriera in plexiglass per dividere baristi e clienti
pisa
Spazi ridotti e protezioni individuali. Divisori e distanze marcate con segnali visibili tra clienti e tra gli avventori e i titolari.
La Fase 2 per i bar arriverà se va bene entro la fine di maggio. Un mese ancora di passione e di attesa per capire le linee guida del governo. E poi la riapertura arriverà nel segno delle limitazioni.
Il bar Capatosta in via Palestro è un esempio pratico di un pubblico esercizio con spazi ridotti che, in periodo coronavirus, impattano nelle prescrizioni di almeno 1,80 metri di distanziamento sociale. Le mascherine saranno un obbligo per tutti con i baristi muniti pure di guanti.
Michele Paolicchi è il titolare del locale che gestisce con la moglie Michela Serchiani: «Abbiamo ordinato le barriere in plexiglass da mettere sul bancone – spiega il commerciante –. Sotto ci sarà una spazio aperto per passare le tazzine dei caffè, le paste e i salati. Nella saletta dove ora ci sono otto tavoli con ogni probabilità ne metteremo tre o quattro».
C’è poi l’aspetto della presenza contemporanea di più avventori. Prima del coronavirus in una manciata di metri quadrati i clienti affollavano la parte antistante il bancone. Quando il bar tirare su il bandone è una scena impensabile.
«Metteremo sul pavimento un nastro adesivo per distinguere gli spazi per avere al massimo due clienti al banco – prosegue Paolicchi –. Una linea da non oltrepassare. Per la pedana fuori pensiamo di dimezzare i tavolini passando da quattro a due. L’arrivo della bella stagione aiuta a stare fuori. Magari si potrà consumare anche in piedi con bicchierino monouso se qualcuno diffida delle tazzine. Di sicuro la ripartenza non sarà facile. Sappiamo di tanti bar o piccoli ristoranti a cui non conviene riaprire». —
P.B.
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